BCE: Cade il governo oppure
no?
Marco Saba, 25 settembre 2006
Il recente comizio di Berlusconi a Napoli lascia intravedere una
possibilità: che il governo italiano targato Goldman Sachs (in
inglese: Goldman suks) possa cadere da un momento all'altro. Come
possiamo capirlo? Semplice: chiarendo i termini della questione. La
Scuola Austriaca di Economia da gran tempo dice che la differenza tra
un governo di "sinistra" ed uno di "destra" consiste in questo: il
governo sinistro promette chiaramente di aumentare le tasse, mentre
quello di destra promette di "diminuire" l'aumento delle tasse. In
pratica, le aumentano tutti e due. Nella perenne guerra asimmetrica tra
le banche e i popoli, se i governi-fantoccio non aumentassero realmente
le tasse, non verrebbero nemmeno eletti. Le spese governative, qualora
non derivino dall'emissione di nuova moneta, rappresentano solamente
una redistribuzione di potere d'acquisto tra settore privato e settore
pubblico, a beneficio del secondo ed a scapito del primo. Un gioco a
somma zero. Le spese pubbliche non possono aumentare il PIL in quanto
la crescita del PIL è determinata dalla creazione di nuova
moneta e/o credito. In pratica, quando la BCE chiede all'Italia di far
crescere il PIL, sta barando alla grande. L'Italia, intesa come
l'assieme delle istituzioni sconfitte dai banchieri internazionali
all'indomani della firma del nefario Trattato di Maastricht, a causa
della copula dei corrotti che l'hanno firmato commettendo alto
tradimento, ha abdicato praticamente alla sua sovranità a favore
di qualcosa di realmente abnorme rispetto a qualsiasi tentativo di
golpe mai immaginato dai giovani magistrati in carriera. Ma siccome la
sovranità è jus cogens, non può essere ceduta
impunemente. A meno che non hai a che fare con un popolo di servi che
non ha mai capito cosa vuol dire nell'essenza essere sovrani.
Perché non ci sono stati abituati e anche perché gli
organi di informazione sono in mano ai pennivendoli.
E chi li può comprare a poco prezzo se non chi crea denaro dal
niente?
Ma il lettore vuol sapere come fare per prevedere la caduta del governo
oppure no. Benissimo. Facciamo una supposizione: il potere reale
è in mano a chi crea pretese d'acquisto (moneta e credito) a
costo zero. La cupola è rappresentata, a livello nazionale,
dalla Banca d'Italia: a livello europeo dalla BCE. A livello mondiale,
dalla BRI. Qual'è il potere della BCE? Non certo solo quello di
stabilire il tasso di sconto, quello è fumo negli occhi per i
principianti. Il vero potere della BCE è quello di creare il
credito, controllarne la creazione e la distribuzione agli amici degli
amici. La banca centrale di Francoforte ha un regolamento di
impunità per cui anche scrivere questo articolo, secondo loro,
potrebbe essere un reato. Perché nei protocolli dei Savi anziani
di Francoforte è scritto che qualsiasi istituzione democratica
E' DIFFIDATA DAL MERO TENTATIVO DI influenzare le politiche
autocratiche della BCE in qualsiasi modo. Se quindi a seguito di questo
articolo, vi fosse un esodo di massa di funzionari della BCE verso
Hammamet in Tunisia, questa volta potremmo essere puniti. Secondo loro,
almeno. Allora sfoghiamoci. L'indice della riserva minima obbligatoria
- riserva frazionaria - al pari di altri indicatori come il PIL o
l'indice dei prezzi - è uno specchietto per le allodole. Se la
riserva frazionaria è al 2% - come nel caso europeo - ciò
non vuol dire che la BCE non possa fare politiche diversificate
rispetto ai paesi membri. In pratica, se tu Banca Intesa (esempio) hai
cento euro di riserva e ne vuoi creare centomila, la BCE può
benissimo PRESTARTI la riserva per permetterti di farlo (i 1.900 euro
che ti mancano). Basta che ti stacca un suo assegno circolare
dell'importo della riserva mancante. Questo spiega il mistero della
grande crescita dell'Irlanda e della poca crescita tedesca nel periodo
2002-2003. Quindi, non sono necessari "depositi" di riserva, anche
questo valore è falsificabile a volontà. Ma la BCE non si
accontenta di creare credito ad libitum in misura diversa per i diversi
paesi, ma, attraverso ad esempio Bankitalia, CONTROLLA l'allocazione
del nuovo credito creato. La BCE è in grado di controllare e
scegliere quotidianamente i settori industriali a cui il monopolio
bancario nazionale apre nuovi crediti. L'assetto azionario di
Bankitalia è rilevante per determinare, almeno
approssimativamente, le percentuali di allocazione di nuovo credito tra
i soci bancari elencati. Ma nessuno dice del potente strumento di
decisione dell'allocazione del credito. L'economista Richard Werner ha
capito che le equazioni dell'economia classica tengono conto solo della
moneta fisica emessa dalla banca centrale, ma non della creazione del
credito (apertura di fidi, conti a vista, etc.). Inoltre, occorre
ricordare che il PIL non tiene conto dell'insieme delle operazioni
finanziarie che vengono effettuate, poiché esclude ad esempio i
mutui ed altre operazioni speculative che non portano ad investimenti
produttivi. Praticamente, la massima parte delle operazioni per cui
viene creato nuovo credito. L'economista Werner dimostra il suo nuovo
paradigma economico applicandolo alla storia della banca centrale del
Giappone: è l'unico paradigma ad oggi che funziona in questo
caso, quello della seconda economia mondiale, per spiegare quanto
accaduto negli anni '90.
La Banca centrale del Giappone era fondamentalmente assoggettata al
Ministero delle Finanze fino al 1990. Quando le cose andavano bene.
L'economia pianificata del Giappone, attraverso la "window guidance",
quella che qui chiamano "moral suasion", (dissuasione morale),
destinava gran parte della creazione monetaria ad attività
produttive. Praticamente, puoi creare nuova moneta senza inflazione
fino alla completa mobilitazione dei fattori produttivi. Ovvero: fino a
quando non elimini la disoccupazione, ad esempio. Il fatto stesso che
in Eurolandia vi sia anche solo un 2% di disoccupazione dimostra che la
BCE - oltre che essere fallita in partenza - ha fallito nel compito che
ne avrebbe giustificato l'esistenza. La banca centrale dovrebbe
mantenere i prezzi equilibrati ed al contempo favorire la crescita. E
qui casca l'asino. Il decadente monopolio bancario che fa capo alla
banca centrale mantiene artificialmente scarsa la moneta (o meglio, il
sostituto di moneta chiamato euro: una falsa cambiale tratta) proprio
per poter poi far fallire una parte della popolazione per potergli
quindi espropriare tutte le proprietà (il valore vero). Le
cosiddette privatizzazioni rappresentano in macro quello che avviene
nel micro quando uno si suicida perché gli portano via la casa.
Questa situazione crea terrore. Terrorismo è la disciplina
esercitata da un monopolio bancario che può chiuderti una linea
di credito con semplice preavviso di 24 ore e farti fallire con la
complicità della magistratura.
Risultato: 18 milioni di italiani estraniati dal circuito creditizio,
18 milioni di potenziali kamikaze, perché, caro presidente
Napolitano, mica tutti sono così "potically correct" da
autosuicidarsi di fronte a questo scempio! Ne bastano mille da Bergamo,
come la storia c'insegna, caro Presidente, per riscattare una nazione
insulsa ed atrofizzata. Una nazione che ha abdicato alla sua
sovranità più preziosa, quella monetaria, di fronte alle
Brigate Rothschild!
Allora, visto che governano gli spericolati savi anziani di
Francoforte, ora vi spiego come fanno, prendendo a prestito l'esempio
giapponese degli anni '90. Il tasso di sconto può scendere anche
fino a valori vicini allo zero, ma se il monopolio bancario contrae o
surgela la moneta ed il credito, comunque l'economia non cresce! Come
si fa quindi a capire cosa fanno quei maiali più uguali di
Francoforte? Le minaccie sulla stampa: l'Italia deve fare qualcosa per
correggere il debito. Risposta sensata: mandare i gladiatori a
Francoforte a "fare le pulizie", e l'Italia esce dalla truffa del
debito. Ma non funziona, perché le fondazioni bancarie
finanziano la nuova Gladio - quindi, mi capisci bene... La banca
centrale suina può star tranquilla.
Per calcolare quale sarà il
prossimo governo in Italia, basta confrontare il tasso ufficiale di
sconto (pura propaganda) con la nuova creazione di credito da parte dei
lestofanti. Se diminuiscono il tasso di sconto e contemporaneamente il
"Leading Liquidity Index", ovvero l'indice reale della
liquidità, stanno affondando il governo. Se invece il tasso di
sconto corrisponde inversamente alla politica di creazione monetaria
(almeno rispetto agli investimenti produttivi) - diminuisce l'uno ed
aumenta l'altra - le cose vanno bene ed i sudditi monetari non potranno
prendersela col governo, il quale riceverà il merito
dell'allargamento dello sfintere del credito. Semplice, no? Ora,
avendoti fornito le variabili reali sopra descritte, potrai anche tu
calcolare se un governo durerà o no. La Bocconi non gradisce?
Con Francia, o con Spagna, purché se magna! sempre bocconi
sono... L'importante è che non ci rimaniamo noi, a bocconi...