L’ inizio della fine ?

inviato da Giancarlo Chetoni, 27 marzo 2009

 

L’ultimo documento emesso dal Dipartimento della Difesa USA, partendo da un pomposo e autocelebrativo  “ … the US military, the strongest and most capable in the word … “ e da un grafico di fondi erogati a Navy, Air Force,  Army, Marines,  Guard Coast,  National Guard  e US National Veterans  con rispettivamente 534.5,  600.9,  646.0,  654.7 miliardi di dollari dal 2006 al  2009  e di  altri  671.1 trilioni nel  2010, parla chiaro  : gli  Stati Uniti d’America  continuano a incrementare, di anno in anno, gli stanziamenti  per le loro Forze Armate.

Un  segnale che non parla certo di pace  o di  epocali cambiamenti di rotta nella politica estera di Wastinghton.

Stanziamenti che hanno raggiunto e superato l’intero ammontare del resto del mondo compreso  Inghilterra, Francia, Cina e Russia  al di là della progressiva paralisi che investe la ricerca applicata  aereo-spaziale  e la struttura militare degli  USA .

Salgono alle stelle gli stanziamenti  per il  personale e materiali  impiegati sui fronti  di guerra decrescono a rotta di  collo  le  produzioni    record “  dei  comparti  militari  ad  alta tecnologia  che hanno  consentito agli Stati Uniti d’ America dagli anni  ’ 50 ai ’ 90  di essere una indiscussa  potenza planetaria, sia in campo convenzionale che nucleare.  

La guerra  ai  ribelli  “ straccioni “ impoverisce  la ricerca avanzata, assorbe  risorse colossali  alla tecnologia navale e aerea militare di punta  mentre  Russia , Cina e India  la incrementano senza soste . 

Un processo di  “ deperimento “  in qualità e quantità che si manifesta sulle catene di montaggio della Boeing, della Lookheed-Martin   e del  complessi   “ di  eccellenza “ a  partire dalla NASA .  

Con un sistema finanziario, bancario, assicurativo, industriale e sociale che si sta letteralmente spappolando dal    quadrimestre del 2008 , con un debito pubblico devastante che non verrà mai né ammortizzato né restituito ai creditori internazionali , tra i principali Cina, Giappone, Emirati del Golfo e Arabia Saudita,  in presenza di  dati macroeconomici  che porteranno  alla  bancarotta l’ Unione degli Stati Americani, il democratico Barak Obama  a quato pare continuerà a spendere e spandere nel segmento  militare a bassi contenuti  di tecnologia  il 4.2 % in più  nel 2010 sul 2009,  per  gestire le “ guerre permanenti “  lasciategli in eredità  dal suo predecessore il repubblicano Gorge W. Bush .   

Dopo essersi rimangiato alla svelta le promessa fatte agli elettori americani di sganciarsi “ immediatamente “ dall’ Iraq  per vedere  col nuovo inquilino della Casa Bianca  una sostanziale diminuzione a 35.000-50.000 uomini  su quel terreno occorrerà aspettare, salvo allungamenti  che non possono certo essere esclusi per la permanenza  in quel Paese di enormi  tensioni etniche, culturali e religiose, almeno l’ Agosto-Dicembre del 2010 mentre aumenteranno nello stesso periodo di  14.500  nell’anno in corso  e di altre 19.000 il successivo  le truppe  da “ allocare “   in Afghanistan  con  Enduring Freedom .

I militari USA ( fonte  Ria Novosti –Interfax )  per quella data  raggiungeranno le 65.000  unità schierate sul campo .

Rimandata al 2010 dal nuovo Zio Sam anche la chiusura del carcere di Guantanamo che da “ immediato “ è diventato un “ obbiettivo  “ a tempo “  con la prevista dispersione negli Stati dell’ Unione Europea, l’ Italia compresa che si è rapidamente accodata con il Ministro degli Esteri Frattini ai diktat del nuovo Ministro della Giustizia USA Heric Holder,  dei detenuti  sottoposti ad anni  di  torture e una dura segregazione senza processo  e che li riconosce “ combattenti nemici “ in base alle “  leggi  di guerra “.

Un capitolo, meritevole di grande attenzione,  che solleva, da solo, enormi interrogativi a livello di diritto  internazionale  che amplierebbe, una volta attuato, il coinvolgimento del Governo Berlusconi  in  pratiche illecite di detenzione,  condannate anche da Amnesty International .

Prodi, da parte sua,  ha  reso possibile  la segregazione  con il 42 bis  nei penitenziari  di massima  sicurezza  del Belpaese  di  militari e civili di nazionalità serba  condannati  a pesanti pene detentive  o all’ergastolo dal  TPI dell’ Aja.

Un segreto rimasto nascosto  con la complicità dell’intera categoria dei  trombettieri della carta stampata,  di Rai  e Mediaset,  al servizio di   governo “ e di “ opposizione “.

La partita di giro  Iraq -Afghanistan , perché di questo si tratta, anche se non ce lo dicono, comporterà per quella data un aumento pressoché analogo di militari  NATO  inquadrati in ISAF  per una sorta già operante da tempo di “ fifthy-fifthy tra USA e NATO- UE  per un ‘ “ equa condivisione delle risorse finanziarie e militari e degli obbiettivi di stabilizzazione “ contro la  asserita traboccante guerriglia pathsum  del mullah Omar e delle formazioni terroriste di Al Qaeda  guidate dal sempre più  evanescente  Osama bin Laden .

E’ quindi prevedibile già da ora che il contingente ITALFOR sia destinato a raddoppiare dai 3.200 ( attualmente fluttuanti )  ai  6.000 militari “ tricolori “ entro 36- 48  mesi con un analogo aumento  di mezzi  nel supporto aereo-terrestre, di ricognizione, attacco  e perlustrazione .

La lievitazione di costi  a carico del  nostro ( ? )  ultrasfiatato  erario  per  la “ pace “  in Afghanistan   a partire dal 2010  aumenterà   altri  0.5 miliardi di  euro a  semestre .

Per la parziale uscita dall’ Iraq la Segreteria di Stato  Hillary Clinton  intanto ha già intavolato  il 23 Febbraio 2009 con la Turchia colloqui preliminari per far transitare le truppe USA utilizzando il territorio di Ankara .

Secondo il quotidiano Hurriyet  800 Ranger del Genio  sarebbero già impegnati  a consolidare i ponti e gli attraversamenti stradali della Turchia  per permettere il transito di tutto il materiale logistico pesante, dei blindati  e dei  carri armati  Bradley e Abraham M 1  scampati  al massacro degli  IED e degli  RGP  delle milizie del  Baath .

I convogli USA utilizzeranno la viabilità del  Kurdistan sotto la  protezione pesmergha per attraversare la frontiera  dirigendosi  verso le città portuali di Iskenderum e Mersin sulla  costa occidentale di Ankara . Le tappe intermedie per il rientro negli Usa, Via Gibilterra,  dei convogli navali   prevedono  soste tecniche negli approdi  NATO  sul territorio  nazionale .

Dal 1 Maggio 2003 quando Bush atterrò sulla portaerei nucleare A.Lincoln accolto da un gigantesco striscione di  mission accomplished “ sono passati  7 anni .

Cosa si  lascino dietro, gli Usa, tagliando la corda dalla parte opposta da cui erano arrivati  per evitare l’umiliazione di  colossali lanci di scarpe e di sberleffi  da Baghdad a Bassora  è  ormai  conosciuto e condannato a livello planetario al di là della vergognosa accondiscendenza  espressa  dall’ ONU  alla “ Potenza Planetaria “  dal   1991 al  2010-2011 ( ? ).

Rinnovate inoltre da Barak Obama le sanzioni all’ Iran per il programma del reattore nucleare di Busher  portato avanti da Teheran  nonostante la totale liceità  della  messa in opera sotto controllo AIEA del primo NPP  da 1000 Megawatt  di Busher , compresi i contenitori  a barre sigillati per 82 tonnellate  fatti transitare su  pontoni in 4 successive spedizioni dalla Russia via Mar Caspio in Iran.

Lo ha reso noto il portavoce della Casa Bianca il 13 Marzo con la motivazione che il Paese del Golfo Persico continua a rappresentare “ una minaccia di straordinaria importanza  per la  sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America “.

Sanzioni che sono state rinnovate di anno in anno dal 1995  dalle Amministrazioni USA  e dall’ Unione Europea  a partire dal  23 Giugno  2008 di cui il  Governatore della Banca d’ Italia Draghi si è fatto sollecito interprete per inibire  l’attività della Banca Melli  di proprietà  dell’ Iran mentre il Ministro degli Interni Maroni ha bloccato il visto d’ingresso in Italia per funzionari e il personale diplomatico compreso nella lista di Bruxelles.  D’Alema  e Frattini  nel frattempo si  sono dati  un gran da fare a deprimere  l’export-import  Roma-Teheran  come risulta dai  dati  ICE  con decrementi annuali che hanno sfiorato il 18-20 %.

Il portavoce di Teheran Alì Zabihi  ha inoltre denunciato il complotto ordito a Roma il  3 Giugno 2008 contro il Presidente Ahmadinejad in visita  alla Conferenza FAO  e l’Ambasciatore dell’ Iran Abolfaz Zehrehvand  mediante una massiccia irradiazione di raggi x  da attuarsi  durante un controllo “ metal detector “  nei saloni FAO  e il posizionamento all’ esterno dell’ Ambasciata dell’ Iran , in prossimità dei varchi carrabili  di materiale emanante altissimi livelli di radioattività .

Spargimento né semplice né facile che l’ Agenzia Fars  ha individuato  come effettuato da  agenti nemici  per conto USA  in  territorio  italiano . Un territorio  sottoposto al controllo  dell’ Agenzia Italiana Sicurezza Interna. 

Per un focolaio di guerra in Medio Oriente che potrebbe, forse, regredire  le Amministrazioni USA , per una sorta di maledizione,  alimentano  sempre  nuovi  incendi .

Uno tra i più pericolosi per la vastità del retroterra geopolitico e degli equilibri politici e militari  che compromette  è quello attizzato con un crescendo di dichiarazioni , di  espresse intenzioni  e di contatti preliminari avviati  dall’ora Segretario di Stato Rice nel Giugno 2007  con i Presidenti di  Repubblica Ceca e  Polonia  per  la collocazione in questi  2 Paesi  rispettivamente in opera di  un apparato radar e la costruzione di silos per il lancio per  missili intercettori   USA che fanno parte integrante del sistema ( schermo ) spaziale USA voluto dai neocons del Pentagono e dal Presidente Reagan, portato segretamente avanti da Clinton, esploso poi  nei suoi effetti più dirompenti  nei rapporti con la Russia  nell’anno 2008  con l’approssimarsi  dell’ uscita di scena dell’ Amministrazione Bush .

Argomento su cui il negretto di Wastinghton  non ha ancora espresso mezza parola .    

Vedremo successivamente con un breve dettaglio tecnico di cosa si tratta  dal momento che l’argomento, per qualche misteriosissima ragione, è rimasto un grosso buco nero non solo in televisione e sui giornali ma anche sulle più accreditate riviste specializzate del settore  militare.

Intanto dopo Grecia e Turchia saltano altri punti focali della NATO e dell’ Europa Occidentale  nell’ex cortina di ferro .

Il Presidente di turno dell’ Unione Europea, il premier Topolanek , un falco dell’ Alleanza Atlantica,  è stato sfiduciato dal Parlamento Ceco appena  24 ore fa mentre   la Spagna ha ritirato unilateralmente il suo contingente di 800 militari dalla Kfor in Kosovo  suscitando sdegnate reazioni di condanna al Comando Generale di Bruxelles  e del Segretario Generale De Sheffer.  

In Bosnia  sia l’ Italia che la  NATO si  apprestano a una riduzione dei contingenti militari  sotto la spinta di priorità di  “ sicurezza “ più immediate in Ciad, Darfur, in Somaliland ,  a Gibuti  e nel  Golfo Persico. Le rivoluzioni gialle e arancioni  a giro per il mondo  boccheggiano.

Che sia l’inizio della fine per i nemici della  Nostra Europa ?

Ci sono solidissime premesse.