MORO, la verità negata
31 Marzo 2008 ore 11.30 Sala Stampa Estera
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COMUNICATO STAMPA #1
M O R O, L A V E R I T À N E G A T A
Trent'anni
dopo il rapimento e l'uccisione dell'onorevole ALDO MORO, presidente della Democrazia Cristiana, già ministro
degli Esteri e presidente del Consiglio, il regista Carlo INFANTI presenta il primo film d'inchiesta che sia mai stato
girato su questo caso.
In esclusiva, alcuni
protagonisti della vita politica e sociale dell’epoca narrano fatti e
circostanze inedite.
Ex ministri, agenti
segreti, amministratori pubblici, legali e ufficiali dell'Esercito e della
Marina militare, raccontano. È un lungometraggio che lascia il segno.
La pellicola è
iscritta alle pre selezioni dei Festival:
- del Cinema di CANNES, 2008
- Internazionale CRITICS ' WEEK 2008
- Quinzaine des
Réalisateurs 2008
Carlo INFANTI, il regista:
«Non è un documentario, né una narrazione: il mio è un film diverso, è un film d'inchiesta, una inchiesta come mai è stata fatta sul più grande, controverso e oscuro delitto politico che la storia italiana ed europea del dopoguerra ricordi. Un delitto che trascina i suoi effetti sino ai giorni nostri e sul quale, come il film dimostra, non solo le indagini ma anche le inchieste successive sono state molto carenti.
Da oltre un anno giro
l'Italia con le telecamere per capire perché nella primavera del 1978 Aldo MORO sia stato rapito per essere
assassinato.
Ho incontrato e
intervistato testimoni eccellenti:
- Abbiamo scovato lo “SPIRITO” che il 2 aprile 1978 “suggerì”
a Romano PRODI e ad alcuni suoi
giovani colleghi la parola “GRADOLI”.
- Torna a parlare Alexander LITVINENKO, l’ex tenente colonnello dell’FSB (il servizio segreto
russo erede del Kgb) assassinato a Londra
nel novembre del 2006 con una massiccia dose di Polonio 210.
- “La mia generazione doveva
difenderlo e invece è stata spettatrice del suo dramma quando non complice”,
parola di esperto strategico».
Carlo
INFANTI, regista teatrale, allievo
di Piero Mazzarella, dal 1990 presenta spettacoli di Giorgio Gaber; con questa
opera intraprende l’esperienza cinematografica come sfida artistica e impegno
civile.