LEGISLATURA XV
PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEL DEPUTATO BUONTEMPO
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RELAZIONE

Onorevoli Colleghi! - Nella passata legislatura è stato necessario inserire
nella riforma del risparmio disposizioni urgenti riguardanti la Banca
d'Italia che hanno l'obiettivo di sanare le molte storture venute a
verificarsi nell'assetto finanziario del Paese a causa della sua principale
istituzione monetaria. Lunghe ombre erano state gettate sulla proprietà
della Banca d'Italia, sulla regolarità delle funzioni di controllo sul
sistema bancario e sui meccanismi che regolano le relazioni finanziarie tra
lo Stato, la Banca d'Italia stessa, le istituzioni finanziarie private e il
pubblico. Tutti questi problemi sono stati affrontati; al contrario non si è
affrontato il tema del debito creato in modo immotivato con l'emissione di
banconote.
I meccanismi che regolano l'emissione della moneta sono stati oggetto di
studi approfonditi, tra cui si segnalano quelli del professor Giacinto
Auriti, ed esiste un forte movimento che con fondate argomentazioni denuncia
l'esistenza di un iniquo arricchimento di pochi coi frutti del «signoraggio»
a danno della finanza pubblica. Si ricorda che il «signoraggio» consisteva
in quello che lo Stato ricavava dando alle monete messe in circolazione un
valore d'acquisto superiore al valore del metallo in esse contenuto;
oggigiorno, poiché le principali monete non contengono metalli preziosi, né
sono convertibili in essi, né rappresentano un bene depositato che il
portatore del biglietto possa reclamare, ma sono solo unità di misura
realizzate con carta e inchiostro, il «signoraggio» è rappresentato dalla
differenza tra il valore facciale delle cartamoneta e il costo di carta e
inchiostro per stampare i biglietti.
È mia convinzione che non vi sia alcun motivo per cui l'uso delle banconote
debba creare debito pubblico: come giustificazione non è possibile nominare
la necessità di una riserva, i rischi di inflazione o la convertibilità. Con
il meccanismo attuale dello scambio tra Stato e Banca d'Italia di banconote
in euro contro debito di Stato ad arricchirsi sono in pochi a danno di
tutti.
Per modificare tale situazione si propone con questa proposta di legge di
introdurre, nei meccanismi relativi all'emissione di moneta tra Banca
d'Italia e sistema finanziario, un sistema di conti di cittadinanza gestiti
senza profitto dalla Banca d'Italia, e in cui vanno a versarsi i frutti del
signoraggio. Senza interrompere i flussi di credito e di debito che si
svolgono tra Stato e Banca d'Italia nelle operazioni di produzione della
moneta, l'introduzione dei conti di cittadinanza permette di disinnescare la
diatriba sul signoraggio, mettendolo nelle mani dei cittadini; inoltre
l'esistenza dei conti di cittadinanza potrà permettere la creazione di altri
strumenti, come il reddito di cittadinanza.
La gestione dei conti di cittadinanza grazie alle moderne tecnologie, e alla
prescrizione che siano dei conti su cui non si effettuino operazioni
quotidiane, è facilmente possibile, anche se riguardante diversi milioni di
conti.
Nella proposta di legge si prescrive che il conto di cittadinanza sia
attivato per il cittadino fin dalla nascita (o dall'acquisto della
cittadinanza) ma che il conto non possa venire utilizzato dalla persona fino
alla maggiore età, questo per dare garanzia al cittadino minorenne contro
comportamenti scorretti e per garantire all'insieme dei conti di
cittadinanza una base immobile che dia stabilità al sistema. Al contempo la
prescrizione che, raggiunta una certa consistenza del valore del conto di
cittadinanza, il valore del deposito sia accreditato al cittadino adulto
restituisce continuamente al popolo i frutti del signoraggio e
dell'esercizio della Banca d'Italia, rifornendo al contempo il sistema
bancario di capitali da gestire per conto del cittadino stesso.
L'articolo finale della proposta di legge, oltre a cancellare le norme in
contrasto con l'istituzione dei conti di cittadinanza, abroga una norma del
testo unico sulla circolazione dei biglietti di banca la quale prescrive
l'esistenza di una fantomatica riserva a garanzia esclusiva per i portatori
dei biglietti di Banca d'Italia che non è solo anacronistica, ma invero
mendace.
Con questo meccanismo la Banca d'Italia e il sistema bancario privato
svolgeranno la funzione pubblica della creazione di ricchezza legata
all'emissione di denaro a favore degli italiani piuttosto che degli
azionisti delle banche, a favore di tutti i cittadini e non soltanto di chi
ha i fondi da investire in titoli di Stato.

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Princìpi).
1. La moneta appartiene al popolo che la usa per perseguire gli scopi
garantiti della Costituzione.

Art. 2.
(Conto personale di cittadinanza).
1. Tutti i valori emessi dalla Banca d'Italia appartengono al popolo
italiano.
2. Presso la Banca d'Italia è attivato un conto personale per ogni cittadino
italiano, denominato «conto di cittadinanza».
3. L'accensione del conto di cittadinanza avviene automaticamente entro due
anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per tutti i
cittadini italiani, e successivamente a tale data entro tre mesi dalla
nascita del cittadino o dal giorno in cui la persona diventa cittadino
italiano.
4. Sul conto di cittadinanza non sono permesse operazioni se non quelle
previste dalla presente legge.
5. Per il proprio conto di cittadinanza il singolo cittadino maggiorenne, o
il tutore legale del cittadino maggiorenne incapace, può indicare un singolo
conto corrente di riferimento presso un'istituzione bancaria.

Art. 3.
(Operazioni sul conto di cittadinanza).
1. Il valore delle banconote emesse da parte della Banca d'Italia in base
all'art. 4, comma 1, del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43 viene
accreditato in frazioni uguali su tutti i conti di cittadinanza esistenti al
momento dell'emissione.
2. I costi di stampa e di emissione delle banconote vengono rimborsati dallo
Stato alla Banca d'Italia grazie ad un fondo apposito istituito presso il
Ministero dell'economia e delle finanze alimentato dalla fiscalità generale.
3. Le operazioni della Banca d'Italia con il sistema bancario o con lo Stato
avvengono attraverso i conti di cittadinanza, che vengono gestiti dalla
Banca d'Italia gratuitamente.
4. Il valore delle banconote emesse costituisce una passività per i soli
conti di cittadinanza; tale passività viene addebitata in frazioni uguali al
momento in cui le banconote vengono scambiate con lo Stato o con gli
istituti bancari.
5. Il valore delle attività scambiate con lo Stato o con gli istituti
bancari per le banconote emesse viene accreditato sui conti di cittadinanza.
6. Al raggiungimento di un valore stabilito dal regolamento di cui
all'articolo 4, il valore del credito accumulato sul conto di cittadinanza
viene accreditato automaticamente e senza costi per il cittadino sul conto
personale di riferimento di cui all'articolo 2, comma 5.

Art. 4.
(Disposizioni di attuazione).
1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il
Ministro dell'economia e delle finanze adotta, con proprio decreto, il
regolamento di attuazione delle disposizioni della presente legge.
2. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la
Banca d'Italia accredita il valore di tutti i crediti in suo possesso in
frazioni uguali sui conti di cittadinanza esistenti al momento.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge le operazioni della
Banca d'Italia devono essere effettuate in osservanza della prescrizione
della non riduzione del valore dei crediti e del patrimonio in possesso
della Banca stessa.

Art. 5.
(Disposizioni finali).
1. Sono abrogati l'ultimo comma dell'articolo 15 del R.D. n. 204 del 28
aprile 1910 e tutte le norme in contrasto alle disposizioni della presente
legge.