Scade il segreto decennale sui
documenti della politica monetaria - 20 ottobre 2005
Quest'ottobre scade il termine decennale di segretazione per alcuni
documenti. Chiedo di volerVi cortesemente adoperare per conoscere
procedure e modalità per poter accedere alla documentazione
sottratta alla trasparenza con tanto di poco o punto trasparente
decreto n. 561 del 13 ottobre 1995, pubblicato sulla "Gazzetta
Ufficiale" n. 302 del 29 dicembre 1995.
Non chiedo un favore personale, io sono pago di sapere che qualcuno si
muoverà. Ritengo che da quella documentazione sia possibile
ricavare preziosi elementi utilissimi ai fini di nuove, auspicabili,
iniziative legali sia nei confronti dell'amministrazione statale, sia
negli stessi confronti della banca centrale nazionale, nella
fattispecie, Banca d'Italia S.p.A.
Grato dell'attenzione, invio entusiasti e fraterni saluti.
Vittorio Soldaini
I segreti del Tesoro e le presenze degli uomini di Bankitalia nelle
istituzioni repubblicane.
In data 31.12.1995, "Il Sole 24 Ore" in un articolo "Il Tesoro elenca
gli atti sottratti alla trasparenza", informava che calava il segreto
sulle categorie di atti "comunque rientranti nell’ambito delle
attribuzioni del ministero e degli organi periferici in qualsiasi forma
da esso dipendenti".
In deroga alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi, la
241 del 1990, il decreto n. 561 del 13 ottobre 1995, pubblicato sulla
"Gazzetta Ufficiale" n. 302 del 29 dicembre, disponeva "temporaneamente
o senza limiti di tempo", la più completa riservatezza. Dal quel
momento erano top secret i documenti inerenti a sicurezza difesa
nazionale e relazioni internazionali, quelli attinenti alla
determinazione ed attuazione della politica monetaria valutaria; gli
atti relativi all’ordine ed alla sicurezza pubblica nonché alla
prevenzione della criminalità e infine quelli sulla riservatezza
di persone, gruppi o imprese.
Tralascio ogni dettaglio sui documenti segretati per un anno e attiro
l’attenzione possibile, su quelli sottratti all’accesso per dieci e
venti anni.
Per gli atti relativi alla "posizione italiana nell’ambito di accordi
internazionali sulla politica monetaria e sulla politica creditizia e
finanziaria", per gli atti "preparatori del Consiglio della
Comunità Europea, sui flussi finanziari di entrata e di spesa,
sulle previsioni del fabbisogno dello Stato" e …."sull’evoluzione, la
consistenza, la gestione e il risanamento del debito pubblico", la
durata è di anni dieci e per altrettanti anni cala il segreto
sulle simulazioni e previsioni che riguardano le misure di contenimento
della spesa per interessi e, in generale, del fabbisogno del settore
statale e pubblico.
Il decreto prescrive la riservatezza per la durata di venti anni dei
documenti che riguardano "persone, gruppi o imprese, relazioni e
denuncie degli organi e dei rappresentanti ministeriali in seno alle
pubbliche amministrazioni e agli enti pubblici e privati, alle banche e
alle società partecipate o controllate".
Alla distanza di dieci anni sarebbe tempo perso indugiare, anche solo
un attimo, sui motivi di merito del provvedimento preso, solo mi preme
che generosi volontari della verità, della giustizia, della
legalità, si attivino fin da ora per essere pronti, alla
scadenza del decimo anno di segreto, a ricercare i documenti
riguardanti i flussi finanziari di entrata e di spesa, sulle previsioni
del fabbisogno dello Stato e sull’evoluzione, la consistenza, la
gestione e il risanamento del debito pubblico, nonché sulle
simulazioni e previsioni che, in tale periodo, hanno riguardato le
misure di contenimento della spesa per interessi e, in generale, del
fabbisogno del settore statale e pubblico. Nel nuovo anno (2005)
dobbiamo poter ottenere, da parte dello Stato, disdetta del servizio di
tesoreria che la Banca d’Italia svolge per lo Stato, pena il rinnovo
automatico per altri venti anni dal 2010 ed avere accesso ai documenti
sui quali è stato fatto calare il segreto.
Per la cronaca, e solo per soddisfare la legittima curiosità, il
Ministro in carica era Lamberto Dini che resse il ministero dal 10
Maggio 1994 al 18 maggio 1996, giorno in cui gli successe Carlo Azeglio
Ciampi fino al 14 maggio 1999, quando divenne Presidente della
Repubblica.
Un giorno si dovrà pur rilevare, a tutto tondo, la nutrita
presenza dei Governatori e di alti funzionari di Bankitalia ai vertici
delle istituzioni repubblicane. Come non ricordare Luigi Einaudi,
Governatore della Banca d’Italia che fu il primo Presidente della
Repubblica dopo esserne stato ministro del Tesoro, dal 31 maggio al 4
giugno 1947. Un altro Governatore, Guido Carli, è stato ministro
del Tesoro dal 23 luglio 1989 al 28 giugno 1992, in seguito Presidente
della Confindustria che se non è un’istituzione pubblica
è pur sempre il ministero dell’Industria del governo ombra dei
poteri forti, senza parlare degli uomini dell’Ufficio Studi della Banca
d’Italia "prestati" alla Repubblica, da Savona a Draghi ecc. ecc.
V. Soldaini