LA VERA MASSONERIA
del Principe Di Gregorio del Sacro Romano Impero
Leo Lyon Zagami
Cavaliere della Stella di Misraim

Capitolo VIII

I MAESTRI INVISIBILI

Mi è riuscito di avere la relazione, ripulita nello stile, da persona di mia conoscenza - scrive il compilatore - ma non mi è stato possibile di prenderla dalle sue mani per mandarvela inclusa in questa lettera , appena appena voleva lasciarmela copiare - si legge negli aneddoti della Corrispondenza segreta sulla vita publica e privata del conte di Cagliostro, con le sue avventure etc.,  stampati a Venezia in due volumi dall'Editore Antonio Zappa nel 1791. In questa raccolta piuttosto rara., troviamo una descrizione molto accurata del primo contatto che Cagliostro ebbe con i Maestri Invisibili della Rosa+Croce in Inghilterra. Si tratta di un momento rivelatore di grande importanza  per la sua futura missione di Illuminato della R+C , un episodio che vorremmo ora proporre per intero ai nostri lettori più  illuminati della R+C perché ci aiuta a capire meglio le origini Sacre della Vera Massoneria, quella che in Inghilterra è legata ai grandi Rosa+Croce, come Robert Flud o Sir Francis Bacon, autore dell'importantissimo New Atlantis del 1626.

Cagliostro conosceva bene l'importanza che gli Illuminati della Rosa+Croce Inglese (grandi e illustri alchimisti del loro tempo)  avevano avuto nella creazione della Massoneria Moderna o Speculativa, e sperava con i suoi continui viaggi a Londra di poter eventualmente entrare in contatto con le loro vere sorgenti iniziatiche. Una operazione metafisica abbastanza complessa, ma non impossibile quando c'e' di mezzo un vero Illuminato come Cagliostro, e nel 1772, nell'antica foresta che si estendeva intorno a Folkestone, nei pressi di Dover (importante sede attuale del  Segretario Generale dell'Alto Consiglio dei Liberi Muratori Inglesi, il Fr.Rui Gabirro), Cagliostro si smarì ed ebbe quella che egli descrive come una incredibile  visione ad occhi aperti:  Cagliostro si trovò circondato da tenebre palpabili che durarono per ben due ore, teneva gli occhi chiusi per timore che gli venisse "la gotta serena". Un baleno improviso gli ferì la vista, ma quali spaventosi oggetti in mezzo a quel chiarore  si lasciarono vedere. Ad ogni lampo, una nuova mostruosa figura si presentava dinanzi. Vide distintamente il teschio di Medusa , la Sfinge, la Chimera, l'ippogrifo, tanto che, atterito da tanti mostruosi  spettri, si coperse gli occhi con le mani gridando misericordia.
Una voce gli disse allora: "Non temere, Enoch e Elia saranno con te, tu sei eletto a loro precursore!"
In un attimo tutta la sala fu ripiena di luci e Cagliostro conobbe il sotterraneo, che era un luogo immenso. Nel fondo comparve un carro di fuoco con due figure di luce assise sopra un serpente che teneva in bocca un pomo trafitto da una freccia.
Cagliostro si protese dinnanzi ai due personaggi con la fronte fino a terra dicendo: "Eccomi pronto ai vostri cenni, che debbo fare?"  La voce si fece di nuovo sentire e cosi parlò:  "Tu non sei quel che credi e non credi quel che farai".  Chi sono io dunque - rispose - degnatevi di svelarmi questo mistero. Non è ancora tempo - disse la voce - il tempo si accosta, il tempo verrà, il tempo non è ancora venuto. Vedrai visioni invisibili, comprenderai arcani incompresibili e farai cose incredibili. Tu sei quel che sei, Enoch ed Elia saranno con te.
Va', torna, ritorna, opererai grandi portenti , i tuoi discepoli saranno più numerosi delle dodici tribù. .Dai confini della terra usciranno le tue meraviglie, Enoch ed Elia saranno teco e ti daranno il serpente con il pomo trafitto per divisa di precursore, il tempo si accosta, il tempo verrà, il tempo non è ancora giunto . Il ciclo si compirà, va', torna e ritorna, sarai potente in nome di Enoch e di Elia.

Misericordia - gridò Cagliostro - non capisco niente, non so dove ho da andare, non so cosa ho da dire, chiunque incontrerò e mi sentirà parlare, mi riderà in faccia. Se narrerò gli arcani che vedo, sarò schernito, perseguitato, carcerato, e io ho una grande avversione per la prigione. Vennero tre lampi più luminosi del solito, accmpagnati da un orribile fragore che gli fece tremare le viscere in petto.La voce di prima , più bassa, gli rispose : "Non temere, prendi il serpe con il pomo in bocca trafitto e inghiottilo, diventerai ventriloquo, quando vorrai profetizzare ti batterai il ventre dalla parte sinistra. Le tue viscere parleranno, lo Spirito profetico uscirà da te, molti lo raccoglieranno e ti riguarderanno come un grande Maestro." Cagliostro ringraziò le due figure di Luce che gli dissero di accostarsi , si avvicinò tremando e si prostrò, con la fronte a terra. Le due figure di luce si alzarono, presero il serpente con il pomo per la coda e glielo porsero, affinche' mangiasse il pomo.. La testa del serpente si aprì, lasciò cadere il pomo trafitto dalla freccia e strisciando e sibilando, in mezzo ai lampi di fuoco, si allontanò, sparendo nel fondo della spelonca. Cagliostro raccolse il pomo trafitto della freccia. Le figure di Luce dissero poi:  "Mangia quel pomo e và, torna e ritorna, saprai gli arcani e entrerà nel tuo corpo tutta la Scienza degli Egizi, i maghi ti riconosceranno per loro Maestro e i tuoi discepoli diverranno più numerosi delle greggi di Cornovaglia."  Mangio' il pomo e lo Spirito di Elia e di Enoch lo irradiò. Fu trasportato nel Centro della Terra , visitò tutte lecaverne e gli fu mostrata l'abitazione di Enoch e di Elia, che gli dissero: "Tu hai mangiato il pomo trafitto dalla freccia, vedrai visioni invisibili, il futuro sarà pet te come il presente e il passato sarà come se  non fosse stato".

Enoch gli disse:  "Io ti purificherò e sarai rigenerato, quelli che tu vorrai rigenerare saranno rigenerati". Lo gettò poi in un fiume di Fuoco animico-spirituale, gli cavò le viscere e lo purificò. Fu rigenerato!

Elia poi lo prese per una mano e gli disse:  Va, torna e ritorna ! Mancano pochi anni, la tua divisa sara' il serpe con il pomo in bocca trafitto dalla freccia. Ti diranno tu non sei nato fra noi e tu risponderai : "Io son chi sono!".

Ecco, il potere di fare il Bene ti è stato dato, tu sarai l'amico degli uomini , prolungherai la vita, soccorrerai l'indigenza. Tremarono le caverne del Centro della Terra, il serpente strisciò per l'aere tartareo e Cagliostro si trovò di nuovo nella foresta di Folkstone dove aveva lasciato il suo cavallo. (Dal libro degli aneddoti segreti della vita privata di Cagliostro, scritti da lui medesimo e pubblicati in due Volumi a Venezia, nel 1791).

Miei cari Fratelli e Sorelle, notate ora l'importanza di questa visione alla luce delle rivelazioni da me esposte precedentemente sui pastorelli di "La Salette" e il trattato messianico sugli Spiriti di Eliphas Levi, e vi sarà senz'altro più chiaro il lavoro dei Maestri Invisibili per il compimento della Grande Opera della Vera Massoneria.  Cagliostro ci svela, nel suo Rito Egizio, che i padri fondatori della Vera Massoneria sono in realtà Enoch ed Elia.

ENOCH

Enoch, patriarca biblico, costituisce il primo esempio in ambito giudaico-cristiano. Figlio di Lared e padre di Matusalemme, Enoch è un’importante figura della tradizione ebraica: assieme a Elia è l’unico personaggio biblico di cui si dice che non è mai morto (gli Immortali).

 In Genesi 5 si legge infatti: “L’intera vita di Enoch fu di 365 anni. Poi Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l’aveva preso”. Ancora nella Cabala ebraica, a Enoch è associata e sovrapposta la figura dell’Arcangelo Metatron. Poiché “Dio l’avevo preso” Enoch divenne un angelo straordinario (Metatron) e inaugurò il modello dell’ascesa al cielo di Giacobbe (che divenne Uriele) e di Elia (che divenne Sandalfon). Soprattutto nello Zohar di Moses di Leon, Metatron è inteso come il più grande degli angeli, un angelo diverso da tutti quelli che l’avevano preceduto nella tradizione giudaica. Non è proprio un servitore di Jahvè, e nemmeno un suo messaggero; è “il piccolo Jahvè”, la seconda potenza del cielo. Il suo status ontologico è insieme divino e angelico, e rimanda agli Elohim, gli esseri divini nel cui novero rientrava inizialmente Jahvè. Ma soprattutto, la fama di Enoch non è dovuta alle esigue informazioni contenute nella Bibbia, bensì a una serie di libri apocrifi, i cosiddetti Libri di Enoch, che offrono rivelazioni sulla struttura del cosmo, sull’origine del male, sul rapporto tra esseri umani ed entità angeliche o demoniache e, ovviamente, sulla fine dei tempi. Oltre al canone biblico, la tradizione enochiana inizia dunque, per noi, da quei frammenti di brani in greco e latino e da altri scoperti nelle grotte di Qumran; passa attraverso la mistica ebraica, quella musulmana e l’occultismo, fino alle nuove religioni dei giorni nostri che spesso interpretano - in maniera forse troppo superficiale ed erronea - la Tradizione Enochiana perché non iniziati ai misteri della Vera Massoneria e alla divina investitura secondo l'ordine di Melchisedek.

Tratto dai libri “ Gli Eredi del Cenacolo “ e "Lo Scrigno dell'Islam", di Mario Madia. Nell’Apocalisse di Noè e Nascita di Melchisedek (una specie di appendice nei libri di Enoch ) . Questa scrittura contiene la storia dei primi discendenti di Enoch e la divina investitura secondo l’ordine di Melchisedek. Primo eletto da Dio, fu il figlio di Enoch, Matusalemme. A lui seguì Nir e dopo Nir apparve sulla terra il Verbo, il figlio di Dio fatto uomo cioè Melchisedek, il Re vero: Vero Uomo-Vero Dio. Il nome Melchisedek in aramaico significa Re (Melchi) Vero (Sedek).Nel libro dei Salmi, il Melchisedek biblico, viene invocato come sacerdote di tutte le genti e come colui che è fuori dal tempo (Salmi,CIX 5). I primi padri della chiesa, Girolamo, Crisostomo e Cirillo d’Alessandria, identificano Melchisedek con l’apparizione in forma umana della Terza persona della Trinità. Leggendo con attenzione il manoscritto di Melchisedek, vedremo come questo ci racconta ciò che avvenne dopo la morte di Enoch. Qui rimando il lettore all’opera citata nel riferimento, poiché sarebbe dispersivo parlarne in questa sede, ma riassumendo, nel sopraccitato manoscritto, viene rivelato come, dopo Melchisedek, vi saranno altri 12 grandi sacerdoti che verranno al mondo sempre per opera di Dio e in assenza di figura paterna. Altra peculiarità del regale nascituro (secondo Pincherle), pare sia un sigillo divino rilevabile all’altezza del petto. Tale evenienza la riscontriamo anche in Isaia ( IX-5 ): “ Nasce il bambino, ci è regalato il figlio.   Ha sul petto il sigillo principesco ( Lo Šhin ? )   si chiamerà Mirabile consiglio “ ( Versione del Prof. Pincherle )
E ancora, il libro dei Salmi :  “Nel segreto della stella del mattino, dal grembo dell’aurora ti ho creato. Scendesti, dal mio seno, sulla terra, mia tenera, mia giovane rugiada. Giura il Signore e mai si pente: Ti eleggo ora eterno Sacerdote nel modo stesso come ho già eletto Melchisedek, Re vero”. ( Salmi,110 – 4 ) – versione Pincherle.
Versione canonica dei brani in commento  “ Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.   Sulle sue spalle è il segno della sovranità,   ed è chiamato :   Consigliere ammirabile “  ( Isaia IX – 5  ) – La Bibbia di Gerusalemme – ed Paoline – EDB;
 “ ..dal seno dell’aurora,   come rugiada, io ti ho generato “ < Il Signore ha giurato e non si pente : >?” Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek“ (Salmi 110 : 3, 4) – La Bibbia di Gerusalemme – ed. Paoline – EDB.
Senza voler dare appoggio a nessuna delle due traduzioni, anche se non ci fossero discrepanze nelle versioni citate, credo che esse possano senz’altro ritenersi più espressioni simboliche che letterali, per cui non è determinante stabilire quali delle due sia la traduzione più anatomicamente attendibile.
C’è comunque da osservare e riconoscere che l’osservazione di Pincherle può essere resa così più esplicita, nel contesto in cui egli inquadra il fenomeno del concepimento divino, che riprenderemo in seguito.  Dal Libro dei segreti di Enoch, conosciuto anche come il Secondo libro di Enoch, possiamo apprendere elementi davvero interessanti. Si riportano i paragrafi, più salienti, dove si parla di Nir, fratello minore di Noè:  III.
1 – La moglie di Nir, chiamata Sofonim, essendo sterile, non gli aveva concepito alcun figlio.
2 – Sofonim è ormai vecchia e, pur avvicinandosi al giorno della sua morte, concepisce un bambino nel suo utero .Nir, il Sacerdote, non si è più unito con lei dal giorno in cui Dio lo aveva eletto suo Sacerdote davanti al popolo .
Il manoscritto prosegue poi, trattando la gravidanza di Sofonim, vissuta nell’angoscia, fino alle soglie del parto. Quando Nir si accorge dell’accaduto, inveisce contro la moglie, non credendo alla sua purezza.
8  -  Nir non crede a sua moglie e grida : “ Allontanati da me, altrimenti ti farò del male e peccherò davanti al mio Signore ! “.
9 - Accade allora , non appena  Nir ha finito di parlare, che Sofonim precipita ai suoi piedi e muore.  Superato lo sgomento, con l’aiuto del fratello Noè, Nir compone la salma della moglie, ma accade che…
17 -  Allora da solo nasce il bambino dalla morta Sofonim e le si stringe sul letto, al suo fianco destro.Noè e Nir rientrano e vedono il bambino. Sta accanto alla morta Sofonim e le accarezza le vesti.
19 – Noè e Nir lo osservano meglio. Ecco il sigillo sacerdotale appare sul suo petto! La sua apparenza è gloriosa.
20 – Noè e Nir dicono: “Guarda,  il Signore ha rinnovato la sua consacrazione al sacerdozio del nostro sangue. Questo è il Suo volere ! “  Poi si narra di come il Signore illustra a Nir il futuro del bambino ( che si identifica con Melchisedek ) fino a che non viene pronunciata questa profezia… 
29  -  Questo bambino non morirà insieme a quelli di questa generazione che saranno distrutti nel modo che io ti ho fatto sapere, ma diventerà il Grande Sacerdote Santo. Farò di lui Melchisedek il re giusto, il più grande di tutti.  
Proseguendo, nel manoscritto, viene rivelato come, dopo Melchisedek, vi saranno altri 12 Grandi sacerdoti che verranno al mondo sempre per opera di Dio e in assenza di figura paterna. 
IV
7 – Dopo Melchisedek ci saranno altri 12 grandi sacerdoti fino al grande Igumen, che significa capo, colui che fa conoscere tutte le cose visibili ed  invisibili.

I miscredenti e gli sviati, non credono possibile che Dio si manifesti sulla terra, perché in realtà essi non credono e oppongono congetture su congetture a ciò che invece è manifesto agli uomini, sin dalla notte dei tempi. La presenza di Dio sulla terra attraverso il proprio Verbo, è cosa che si ripete ciclicamente ed ogni volta lascia un segno indelebile e tangibile su tutta l’umanità .”Tale fenomeno è conosciuto con il nome di Scekinà, parola aramaica, che vuol dire “ viene, penetra, trasforma “, è la viva presenza di Dio sul pianeta, che si verifica puntuale ogni volta che il Signore decide di offrire all’umanità il Verbo divino. Si può dedurre, dalle ultime tre venute di Dio sulla terra ( Krisna, Melchisedek e Gesù ) che ve ne siano state almeno altre due, che si perdono nella notte dei tempi, considerato che gli uomini, già a quei tempi, aspettavano il ritorno del Messia “  (M.Pincherle – Il Gesù proibito - Macroedizioni): parliamo di seimila anni fa … e ciò che qui è elementarmente riassunto, è riportato nell’epopea di Gilgamesh (il primo poema dell’umanità ), che in lingua accadica significa letteralmente “ il ritorno del potente Messia “. ( TRATTO CON IL PERMESSO SCRITTO DELL' AUTORE DAL LIBRO "GLI EREDI DEL CENACOLO"  e "LO SCRIGNO DELL'ISLAM" DI  MARIO MADIA)

ELIA

Nell'Antico Testamento incontriamo vari profeti scrittori (quali Isaia, Geremia, ecc.); tuttavia anche i libri della storia di Israele (1-2Sam; 1-2Re) ci narrano di altri profeti i quali, in varie epoche, sono stati le anime religiose e sociali del popolo di Dio. Tra questi ultimi spicca la personalità così vera e l'azione energica di Elia, di cui si parla a sprazzi nei capitoli che vanno da 1Re 17 fino a 2Re 2.  Di lui i testi non ci offrono una biografia in senso stretto, ma una serie di interventi a tema che il profeta fece ai tempi di Acab (874-853 a.C.), re dell'Israele del Nord, che si era separato da oltre un secolo dal regno meridionale di Giuda. Nonostante il suo regno attraversi un'epoca di grande espansione economica, dallo storiografo sacro Acab viene giudicato negativamente in 1Re 16,29-34: nei suoi giorni Israele è vittima delle ingiustizie sociali a danno dei più poveri, e la religione dei Padri viene seriamente minacciata da quella dei popoli cananei (che gli vivono gomito a gomito), chiamata anche baalismo; si tratta di una religione che celebra i ritmi della natura e della fecondità vegetale e animale, una religione elementare e senza impegno, che prevede determinati riti ma non un'etica: insomma, una chimera molto allettante.  Proprio dentro questo triste contesto il profeta è chiamato a parlare di Dio e a nome suo. L'annuncio che fa è contenuto nel suo stesso nome: El-Ja significa "Il Signore è Dio", cioè il Dio dei Padri e dell'Esodo è l'unico Dio, e seguire la sua Legge è vivere giustamente. La sua azione è quindi contemporaneamente volta a salvaguardare la supremazia di Dio, ma anche i diritti dell'uomo, che è sua immagine e somiglianza (Gen 1,26). In più, Elia ha una personalità irruente, poco incline ai compromessi, un vero rompiscatole per alcuni. Quando compare sulla scena, quasi assale il lettore pronunciando contro Acab la condanna e la pena: tu ti sei abbandonato al dio della natura, perciò il Dio vero nega a tutti la pioggia fino a nuovo ordine (1Re 17,1).  Le parti si sono quindi schierate: Elia ha scelto di stare con Dio, nonostante questo lo costringa a fuggire le guardie del re (17,2-6). Il profeta riceve da questa sua comunione con Dio il potere dei miracoli, alcuni ricordati dal narratore in 17,7-24.      

ELIA MAESTRO INVISIBILE DI SAN GIOVANNI BATTISTA

«Chi sei tu?"
20 Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo».  
21 Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No».
22 Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
23 Rispose: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».  
24 Essi erano stati mandati da parte dei farisei.
25 Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
26 Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete.

Da questo passo siamo sicuri che gli ebrei aspettavano il ritorno di Elia, come siamo altrettanto sicuri che il Battista afferma chiaramente di non essere Elia. Ma allora vi chiederete: come mai la maggioranza delle Chiese Cristiane ad eccezione dei Mormoni asseriscono che Giovanni Battista è l'Elia che doveva venire? Questo nasce dalla dichiarazione, mal interpretata, di Gesù stesso in Matteo 17:10-13  
Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».
11 Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa.
12 Ma io vi dico: Elia è gia venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, l'hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
13 Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista.

E' chiaro come questa  dichiarazione del Maestro Gesù abbia generato poi una confusione sulla reale natura di Giovanni Battista agli occhi dei non iniziati. Alla domanda dei discepoli non rispose che era già venuto, ma che Elia sarebbe dovuto venire PER RISTABILIRE OGNI COSA, infatti lo Spirito di  Elia detiene le chiavi di suggellamento. Poi, riferendosi a Giovanni Battista, "l'Elia" fece l'altra affermazione che ha generato confusione, ma è indubbio che alla domanda diretta dei discepoli Egli affermò che Elia doveva venire e ristabilire ogni cosa. Se così non fosse il Maestro Gesù avrebbe contraddetto se stesso allo stesso tempo. Così non era e, fortunatamente, abbiamo la chiave interpretativa corretta per risolvere questa controversia che è del tutto inutile agli occhi di Dio: Elia, il grande sacerdote che aveva il potere di suggellare i cieli per mesi, che resuscitò un bimbo e che fece tanti altri possenti miracoli, non era mai morto, come Enoch ed altri fu traslato dal Signore per un suo scopo preciso.
2 Re 2:10-12  Elia quindi era il Maestro Invisibile di San.Giovanni Battista che a lui è unito nello Spirito fino alla fine dei tempi.  San Giovanni Battista non era quindi come alcuni vogliono far credere la reincarnazione di Elia, ma il suo erede iniziatico e discepolo sul piano metafisico.  Malachia 4:5- Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore,  Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figli ed il cuore dei figli verso i padri, ond'io, VENENDO, non abbia a colpire il paese di sterminio.  A buon intenditor poche parole. Chi sono allora i Padri della vera Massoneria se non gli spiriti immortali di Enoch ed Elia i Maestri Invisibili della R+C ?
Nel Nome di Gesu' Cristo amen.