Il banchismo: la vittoria
dell'anarchia - di Marco Saba, 15 ottobre 2006
Nell'alta finanza l'anarchia regna già da tempo: difatti il
sistema banchista non riconosce alcun potere democratico come
supervisore. Addirittura, la banca più anarchica del mondo
è la BCE che prevede teoricamente di perseguire anche i
tentativi di influenzamento provenienti da ONG democratiche, come ha
più volte puntualizzato l'economista Richard A. Werner. Questa
ultima assurdità, che dimostra l'arroganza di un sistema
anarchico impazzito che va contro gli interessi della comunità,
semplicemente perché i suoi interessi sono contrapposti,
dimostra anche come i vari stati europei siano caduti in una sindrome
di Stoccolma nei confronti del sistema bancario.
Il golpe di Maastricht del 1992, che nessuno chiama "golpe"
perché non si vedevano militari che prendevano il potere,
è arrivato al culmine di un ventennio di stragi e terrorismo
usato dai banchieri per sottomettere i governi democratici ad un giogo
incondizionato.
Nel mio prossimo libro, "O la banca o la vita", descriverò
precisamente come una élite bancaria anarchica si è
impadronita sempre più della funzione monetaria, a cominciare
dalla strage di Piazza Fontana voluta per far smettere allo stato la
stampa delle 500 lire "biglietto di stato a corso legale".
Nel 1939, il governo tedesco passò una legge fondamentale di
riforma della Reichsbank dove il potere veniva restituito allo stato ed
il consiglio d'amministrazione della banca tedesca sarebbe stato
ritenuto responsabile delle sue azioni. A quel punto, il cda della
Reichsbank dette le dimissioni in blocco e molti fuggirono all'estero.
La legge di riforma prevedeva che le politiche monetarie dovessero
seguire le indicazioni del Reich, proprio per evitare la situazione di
ricatto che si era avuta nel periodo di iperinflazione del marco,
quando la Reichsbank aveva poteri quasi uguali a quelli che ha ora la
BCE.
La legge del 1939 era introvabile su internet, fino a quando sono
riuscito a farla pubblicare dal Museo della Reichsbank, in modo che
ognuno possa giudicare da sé del suo contenuto:
[Reichsbank Act] Gesetz über die Deutsche Reichsbank vom 15. Juni
1939
http://www.verfassungen.de/de/de33-45/reichsbank39.htm
Si noterà che la legge praticamente realizza il punto cinque del
manifesto del Comunismo, dove il potere d'emissione viene auspicato in
mano allo stato. Unico caso in Europa in cui questo avvenne in modo
così
conclamato. Il Giappone copiò tale legge nel suo ordinamento. In
Italia, ci si limitò a richiedere la proprietà pubblica
della Banca d'Italia.
Nel dopoguerra, questa mancata
indipendenza delle banche tedesca e
giapponese furono il vero motore della enorme ripresa che ebbero questi
due paesi: fino al golpe del 1992 che avvenne, con modalità
differenti, anche in Giappone.
La riforma del 1939 portò ad un rinsaldarsi dei rapporti
economici dell'asse, cosa che venne stroncata con la modifica della
legge da parte degli "alleati" il primo marzo 1948.
Il 18 aprile 1948, cominciò la serie di elezioni truccate in
Italia che avrebbero portato al sistema partitico-politico
pseudo-democratico in cui sopravviviamo oggi.
Citando Elie Wiesel, premio Nobel per la pace: « Se noi
dimenticassimo, allora saremmo colpevoli ».