L’EURO DEGLI INGANNI: COSI’ LO STATO CI INDEBITA [2] - La Cronaca di Mantova, 6 maggio 2005
Seconda parte dell'intervista dell'Avv. Marco Della Luna - pubblicata sul numero di
venerdì 06.05.05 de La Cronaca di Mantova.
[Vedi: Prima parte]

Scalpore e interesse. Ecco che cosa ha suscitato, non solo negli ambienti mantovani, l'intervista rilasciata dall'avvocato Marco Della Luna e pubblicata in una precedente edizione della "Cronaca". In quella circostanza, Della Luna, mantovano, apprezzato scrittore e saggista, aveva analizzato con puntiglio la situazione politica ed economica. Adesso si è dimostrato disponibile ad affrontare altri temi.

Avvocato, nella precedente intervista, ci ha parlato di politica, e lo ha fatto in termini non molto rassicuranti. Cambiamo scenario e torniamo ai suoi primi studi da saggista. Dall'analisi che ha fatto sulla famiglia, come descriverebbe la sua evoluzione?

"La struttura della famiglia e di tutte le istituzioni sociali, nei fatti come nelle leggi, si è costantemente trasformata e adeguata all'evoluzione delle esigenze economiche e di sicurezza. Ai primordi di Roma, quando ancora non esisteva un vero e proprio stato, la famiglia era in realtà una sorta di clan, molto numeroso, autonomo e con funzioni di autodifesa. Sorto lo stato, fino a circa un secolo fa, nell'economia rurale e prevalentemente di autoconsumo, la famiglia doveva essere numerosa, legata alla terra che coltivava, organizzata gerarchicamente, guidata da valori di sacrificio, obbedienza, autolimitazione. Poi, l'industrializzazione ha gradualmente mutato le cose, producendo famiglie piccole, inurbate, i cui membri sono andati a lavorare nelle fabbriche e negli uffici: fine della famiglia rurale patriarcale. Al contempo, le fabbriche producevano grandi quantità di beni, sicchè occorreva stimolare la domanda di consumo, per poterli vendere e guadagnare. Da qui si sono sviluppati il consumismo e la sua nuova etica, i nuovi valori: non più sacrificio, risparmio, obbedienza, ma rincorsa del divertimento, del lusso, dello status symbol, della libertà. La società postindustriale, tecnologica, richiede individui sempre più mobili e sganciati tra loro, incompatibili con la famiglia stabile. Le nuove organizzazioni sociali dominanti sono i gruppi di interesse organizzato: corporazioni, caste, circoli affaristici e politici, sette".

Un decadimento generale, insomma.

"Non è decadimento, ma adattamento alle via via mutate esigenze della produttività. I modelli meno produttivi tendono all'emarginazione e all'estinzione, perché quelli produttivi hanno più capacità di accaparrarsi le risorse. Sono 2.500 anni che è in corso il processo di sgretolamento della famiglia. Già Cesare Ottaviano Augusto cercava, invano, di fermarlo. Non ha senso giudicare questi fenomeni in chiave etica. L'importante è starne al di sopra".

Come spiega il fatto che la coppia sempre più spesso "salta"?

"Oggi vivere in una coppia stabile spesso limita nel lavoro e nel divertimento. Ci si mette insieme soprattutto per stare meglio. Se non si sta meglio, o se si trova di meglio, ci si lascia. Non c'è più una forza sociale, religiosa, giuridica esterna che costringa le persone a stare insieme. Diventiamo una società di singles, di madri sole con figli, di coppie precarie".

Corporazioni, circoli affaristici, dinamismo economico. La variabile dell'equazione è sempre quella: l'economia.

"In effetti, i principi economici spiegano molto più delle teorie psicologiche. Uno psicologo che non studi economia, è fuori dalla realtà. Il mondo si regge su una continua rincorsa di più guadagno, più consumo, più status symbol. Il valore del denaro esistente al mondo è cinque volte quello dei beni e dei servizi che si possono comperare con esso. Ossia, per ogni 100 euro che abbiamo in tasca, esistono beni e servizi per un valore di 20. Se la gente che ha soldi si mettesse a cercare di goderseli usandoli tutti per comperare beni, anziché investirli in titoli finanziari o lavorare per guadagnare altri soldi, il mondo salterebbe. è come una catena di Sant'Antonio. Se si ferma, anzi, se smette di accelerare, crolla. Perciò alla gente non viene consentito di raggiungere l'appagamento, ma anzi le vengono posti traguardi sempre più lontani e irraggiungibili. Deve correre sempre più veloce".

Quindi non esistono, secondo lei, coppie che vivono secondo l'antico proverbio "due cuori e una capanna"?

"Esistono, anche se sono perlopiù di breve durata. Esistono perché il bisogno di dare e ricevere tenerezza, amore, protezione, è prodotto dal cervello stesso".

In che senso?

"Il cervello dell'uomo, come quello degli animali superiori, ha precise strutture e secrezioni interne, che producono vari stati emotivi e motivazionali, compresi quelli mistici. Producono determinati bisogni e capacità affettive, tra cui il bisogno di dare e ricevere tenerezza, accudimento, amore, nei confronti del partner, della prole, del gruppo sociale di appartenenza. Per queste ragioni biologiche, continueranno a esistere, nella vita dell'uomo, periodi di due cuori e una capanna".

Ancora la coppia. Lo scorso 4 dicembre, a Mantova, abbiamo assistito al matrimonio vip tra Matteo Colaninno, presidente dei Giovani di Confindustria, e Giovanna Ballabeni. Che cosa dice in merito?

"Niente so degli sposi e delle nozze. Parlerò degli invitati: un solo esponente del governo, ma la sinistra in forze. Perché? Se ben ricordo, i giornali scrivevano che Roberto Colaninno, nell'ultimo giorno del governo Ciampi, riuscì a ottenere quasi gratis la Omnitel, che poi fu rivenduta a un prezzo moltiplicato alla Mannesmann grazie a una svista del governo D'Alema, il quale, il 29 marzo 1999, derogando ai patti stipulati nel '94 tra governo e Olivetti (quando il governo Ciampi l'aveva salvata dal fallimento donandole le frequenze Omnitel), autorizzò la vendita consentendo a Colaninno di realizzare la somma liquida per la scalata a Telecom, ufficializzata il mese successivo. Così Colaninno divenne un grande della Repubblica attraverso operazioni che furono e sono severamente criticate come dilapidazione del patrimonio aziendale pubblico in favore dei privati".

Ritorna la politica.

"L'essenza della politica è far credere alla gente che si agisca per il suo interesse anziché per il proprio o per quello dei propri retrostanti mandatari, ottenendo così il consenso di una maggioranza e gestendo il dissenso della minoranza attraverso uno o più partiti di opposizione messi su e finanziati apposta, attraverso i loro feudi regionali, assistenziali e istituzionali. Zbigniew Brzezinski amava ricordare che una democrazia, per funzionare bene, deve essere apatica. Un paese è normale quando ha una democrazia apatica, ossia, per dirla nel linguaggio della nostra politica, quando tutto o quasi il suo popolo crede che tutti o quasi i partiti politici condividano principi democratici e di legalità comuni, sicchè possiamo stare tutti... tranquilli".

Non pensava di certo all'Italia...

"...dove il consociativismo è dissimulato da una stabile delegittimazione reciproca tra i due poli e dalla perenne mobilitazione per alternanze che subito si rivelano illusorie".

Matteo Bernardelli