Bankitalia: verso la
liquidazione coatta?
Diritto bancario
(Compendio di diritto bancario, Edizioni Simone, IX edizione)
Sunto di Antonio Miclavez
I presupposti della crisi dell'impresa bancaria sono congiuntamente od
alternativamente:
1- l'impossibilità o la difficoltà di adempiere
regolarmente alle obbligazioni assunte
2- l'emersione di gravi irregolarità nell'amministrazione
3- la violazione di norme di legge, dello Statuto o delle istruzioni
delle autorità creditizie.
1: Bankitalia ha creato durante la sua gestione un debito pubblico di
1.480 miliardi di Euro. Ha infatti accettato BOT e CCT in
quantità tale da creare un indebitamento non sanabile. Tale
operato irresponsabile ha creato una situazione non risolvibile se non
con la messa in liquidazione.
2: Una grave irregolarità dell'amministrazione consiste nella
messa al passivo delle banconote in circolazione da lei emesse ( vedi
Relazione annuale Bankitalia www.bancaditalia.it/pubblicazioni
pag 82\86).
3: Se questo non dovesse bastare, una grave violazione dello Statuto
consiste nel fatto che l'Art 3 dello Statuto di Bankitalia sancisce:"
.....in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della
partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti
pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con
diritto di voto sia posseduta da enti pubblici". La maggioranza della
proprietà, oltre il 90%, è invece di banche ed
assicurazioni private (www.bankitalia.it).
Visto che i presupposti della crisi di Bankitalia ci sono, gli
Strumenti che il legislatore a tal fine ha posto sono:
1 - la gestione provvisoria
2 - l'introduzione dell'amministrazione straordinaria quando la crisi
è giudicata irreversibile.
3 - la liquidazione coatta amministrativa
La gravità della situazione richiede certamente la liquidazione
coatta amministrativa per due motivi:
- per ogni diversa procedura dalla liquidazione coatta amministrativa
è prevista la supervisione di Bankitalia, che è
però la Banca in crisi, e non potrebbe ovviamente supervisionare
se stessa
- come espressamente previsto dall'Art. 80, co. 6, T.U.B., le banche
non sono soggette a procedure concorsuali diverse dalla liquidazione
coatta amministrativa che è disciplinata dalle disposizioni
dello stesso T.U.B. e, solo in quanto compatibili, dalle disposizioni
della legge fallimentare (R.D. 267/1942).
La liquidazione coatta amministrativa può essere disposta
d'Ufficio quando risultino irregolarità nella gestione della
banca, o violazioni di norme legali e statutarie che ne regolino
l'attività, di eccezionale gravità, oppure quando
risultino perdite del patrimonio di eccezionale gravità.
Come già discusso quindi va' applicata immediatamente la
liquidazione coatta amministrativa d'Ufficio.
Essa è immediatamente efficace (art. 200 L.fall.). Gli organi di
Bankitalia perdono immediatamente il potere di amministrare e disporre
del patrimonio, e non possono compiere nessun atto, né
sostanziale né processuale. Dal terzo giorno dell'applicazione
della liquidazione coatta amministrativa d'Ufficio, sono sospesi il
pagamento delle passività e la restituzione delle
attività.
Il secondo comma dell'art. 18 della Costituzione italiana stabilisce
che «Sono proibite le associazioni segrete ». Secondo
l'art. 1 della legge 25 gennaio 1982, n. 17, «Si considerano
associazioni segrete, come tali vietate dall'art. 18 della
Costituzione, quelle che, anche all'interno di associazioni palesi,
occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente
finalità e attività sociali ovvero, svolgono
attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di
organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad
ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché
di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale.»
Fino al Settembre 2005, i Soci di Bankitalia erano occulti, e
Bankitalia una Associazione Segreta. Tali Soci occulti (Banche e
assicurazioni), sono responsabili della gestione economica che ha
portato la Nazione ad una crisi senza via d'uscita. Il Debito pubblico
passato per finanziamento dei Cittadini verso lo Stato tramite lo
sconto di BOT e CCT è in ultima analisi e in origine un debito
nei confronti di Bankitalia, la quale ha generato soldi dal nulla,
scambiandoli con Titoli di Stato generati dal nulla e mettendoli in
contabilità come debito nella situazione patrimoniale, e non
segnando il reddito monetario da emissione nel conto dei profitti e
delle perdite.. Se Bankitalia fosse di proprietà pubblica e
tenuta dichiarare il reddito da signoraggio nonché, ovviamente,
a girarlo allo stato per intero, tale debito del cittadino (pubblico)
verso Bankitalia (pubblica) si annullerebbe; essendo come abbiamo
visto invece Bankitalia per il 95% privata, il Debito Pubblico è
verso i soci privati di Bankitlalia. Il danno creato alla Nazione da
Bankitalia durante la sua amministrazione occulta va' quindi
immediatamente sanato facendo versare ai gestori infedeli e ai
Soci ex occulti di Bankitalia, in percentuale, il debito, ovvero
il Debito Pubblico, creato tramite gli illeciti amministrativi
sopra descritti.
Bankitalia avrebbe così nei suoi conti 1.480 miliardi di Euro;
il Debito pubblico sarebbe annullato, i Soci occulti avrebbero tornato
il maltolto. Rimangono le sanzioni per le irregolarità e un
lauto risarcimento dei danni.
Bankitalia tornerebbe immediatamente pubblica, ed il denaro creato ogni
anno verrebbe messo come profitto ; come perdita verrebbero messi i
costi per creare tale denaro; ossia; nel caso di banconote 3 cent per
banconota, nel caso di denaro virtuale, il costo della gestione del
software.
Il denaro verrebbe imprestato a tassi vicini all'1% annuo. Tale costo
del denaro sarebbe più che sufficiente a coprire i costi
bancari; le banche difatti non dovrebbero avere utili, essendo al
servizio del cittadino, e non viceversa. Le tasse andrebbero ridotte
probabilmente al 30% della somma attuale, non dovendo più con
esse abbattere il debito pubblico e; soprattutto; introitando
regolarmente il reddito monetario dalla Banca d'Italia:
Tale procedure risolverebbero immediatamente la crisi economica in cui
ci troviamo, annullando il Debito Pubblico e immettendo denaro fresco
in circolo. Unici svantaggiati; i soci occulti di Bankitalia. Ora che
la cosa è esposta, vediamo se prevarrà la giustizia o il
clientelismo.