Comunicato stampa nr. 7.
Il caso di Michael Medini.
Pordenone, 24/04/2006.
DICIOTTESIMO GIORNO
DEL SEQUESTRO DI PERSONA DI MICHAEL
MEDINI, NEMICO DELLA USUROCRAZIA E SEQUESTRATO DA "MAGISTRATURA
DEMOCRATICA".
centodiciotto giorni di carcere cautelare per il possesso di una
bombola vuota inidonea ad esplodere
*
Diciottesimo giorno del sequestro di persona di Michael Medini,
ideatore della "lira padana" e combattente contro l'usurocrazia
bancaria, sequestrato illegalmente da "magistratura democratica".
Continua la carcerazione illegale di Michele Medini.
Vi sono anime belle che stentano a credere che in uno stato di diritto
(ma l'Italia, per colpa della magistratura, non è più uno
stato di diritto da almeno 15 anni ! Sveglia !) una persona possa
essere tenuta in carcere anche se la detenzione è illegale.
Eppure, nel caso di Michele medini, è proprio così.
Come suo Avvocato, sono in possesso della documentazione che lo prova,
recuperata con fatica e dopo tentativi terroristici da parte degli
uffici giudiziari, per impedirmi di recuperarla. E' a
disposizione dei parlamentari che, di qualunque partito politico,
volessero svolgere le opportune interpellanze. E' già
stata trasmessa al ministro della giustizia.
Ora la rendo pubblica invitando tutti i miei corrispondenti a
diffondere al massimo il presente comunicato. Solo un massiccio
allertamento della opinione pubblica potrà scongiurare la
congiura del silenzio che la gang della lobby giudiziaria di Banka
& Manetta vuole far calare su un caso che è la violazione
evidente dei diritti umani garantiti da ogni ordinamento civile e dai
trattati internazionali dei diritti dell' uomo. Medini è un
prigioniero politico, sequestrato dalla sinistra giudiziaria con metodi
pari solo a quelli di Cuba e della Cina comunista o di qualche galera
islamica del quarto mondo.
La norma violata.
L'art. 309 del codice processuale penale stabilisce, quando viene fatto
ricorso al tribunale della libertà : fra la data di
trasmissione degli atti processuali e la data della decisione sul
ricorso da parte del tribunale della libertà, non possono
decorrere più di DIECI GIORNI. Se la decisione interviene DOPO
DIECI GIORNI, la misura carceraria perde efficacia e il prigioniero
deve essere IMMEDIATAMENTE scarcerato.
La violazione EVIDENTE di " Banka & Manetta".
Attenzione alla cronologia. Tutti i documenti qui richiamati sono in
possesso della Difesa. Quanto esposto è rigorosamente vero.
1. 24 MARZO : L'avvocato
Edoardo Longo deposita ricorso al tribunale della Libertà di
Trieste, perché la perizia del pubblico ministero ha dimostrato
che la bombola era vuota e pacificamente inoffensiva.
2. 27 MARZO : vengono
inoltrati a Trieste gli atti. ( attenzione ! Contate i giorni. Pare che
la magistratura italiana abbia difficoltà aritmetiche da prima
elementare..).
3. 31 MARZO : viene
protocollato al tribunale della libertà ( ?) di Trieste il plico
contenente gli atti in oggetto. Richiamo la lettera di accompagnamento
del pubblico ministero : si trasmettono gli atti richiesti successivi e
a integrazione.
4. 13 APRILE : udienza
al tribunale della libertà. L'ordinanza (negativa) viene
depositata solo il giorno 18 aprile e a tutt"oggi, 24 aprile, non
è stata notificata né al prigioniero, né al suo
difensore.
La matematica non è una opinione è il calcolo dei dieci
giorni , sia che si faccia decorrere il termine dal 24 , sia che si
faccia decorrere dal 31, parla chiaro : quando c'è stata
l'udienza il termine perentorio ERA GIA' SCADUTO E LA CARCERAZIONE
SUCCESSIVA E' ILLEGALE !!
In data 14 aprile l'avvocato Edoardo Longo depositava personalmente ben
tre istanze di scarcerazione immediata, ma il GIP del tribunale di
Pordenone, Eugenio Pergola (militante anche lui di "magistratura
democratica") anziché decidere immediatamente come impone la
legge inviava l'istanza al tribunale della libertà di
Trieste (autore della violazione !) , il quale, secondo una
tattica illegale già evidenziata, in data odierna non ha ancora
disposto la scarcerazione !
Il fatto è gravissimo. La magistratura vuole tenere in carcere
un cittadino solo perché in possesso di una bombola vuota
e nonostante i termini di carcerazione siano scaduti.
La medesima norma parla in questo caso di "carcerazione illegale".
Quello di Michele Medini è un vero e proprio sequestro di
persona e Medini è un prigioniero politico.
Molti già imprecano a mezza voce ( e non so dar loro
torto) : peccato che quella bombola era vuota.
Si invitano gli uomini liberi alla massima mobilitazione : solo
se lo imporrà la opinione pubblica, la lobby giudiziaria di
"Banka & Manetta" sarà costretta a rispettare la legge
e a scarcerare il prigioniero sequestrato illegalmente !
***
Per coordinare iniziative contattare :
avv. Edoardo Longo, viale della Libertà, 27 - 33170 Pordenone -
Italia .
email : longo.e@libero.it
SI INVITA A FAR CIRCOLARE AL MASSIMO QUESTO MESSAGGIO.
LOTTA DURA AI PROCESSI POLITICI AI RIBELLI CONTRO IL SISTEMA.