LA VERA MASSONERIA
del Principe Di Gregorio del Sacro Romano Impero
Leo Lyon Zagami
Cavaliere della Stella di Misraim

Capitolo IV

In nome dell'unico Dio

A tutti i massoni sparsi sui due emisferi
L'IMPERATORE MB Messias Benedictus

E Cagliostro indossò con la moglie una tunica bianca, trattenuta da una cintura di colore aurora e si presentò al Castello del Conte di St.Germain pronto a tutto pur di superare la prova che lo porterà a ricongiungersi alla catena dei vecchi amici e Fratelli della Rosa+Croce di Occidente, rappresentati dal mitico Conte di St.Germain, Maestro Invisibile della Vera Massoneria. Cagliostro: "Vengo ad invocare il Dio dei credenti, il Figlio della Natura, il Padre della verità, vengo a farmi suo schiavo, suo apostolo e suo martire". E St. Germain domanda: "Che si propone la compagna dei tuoi viaggi?" E lei Serafina, la moglie di Cagliostro futura Gran Maestra del Rito Egizio rispose: "Obbedire e credere". Aveva appena finito di pronunciare queste parole che le tenebre si sostituirono allo splendore delle luci, i rumori al silenzio, la fiducia alla sfiducia, la discordia alla concordia e si udì una voce rude e minacciosa che pronunciò queste parole: "Disgrazia colpisca chi non è capace di superare le prove". Separati immediatamente per subire le prove, Serafina, rinchiusa prima in una camera con un uomo pallido, magro e ipocrita che si allontanò subito dopo averle detto delle sciocchezze e averle portato via i brillanti che le ornavano il capo e condotta poi in un vasto sotteraneo, rimase impassibile di fronte alla visione delle vittime della pretesa giustizia umana e fredda e indifferente innanzi a ciò che il suo arbitrio umano avrebbe potuto farle compiere. Come in un sogno vide uomini incatenati che venivano frustati da donne, boia che tagliavano teste, condannati che bevevano la morte in coppe avvelenate, colonne piene di scritture infamanti e udì una Voce che diceva: "Noi siamo i martiri delle nostre virtù: ecco come gli uomini, al cui bene consacriamo la nostra vita, ricompensano la nostra opera." Cagliostro, superate invece due prove, una sulla gelosìa e l'altra sulla sua presunzione, lesse nel Gran Libro della vita, apparsogli alla sua vista animica, la tremenda tragedia che l'aspettava negli ultimi suoi anni terreni. Consapevole del suo destino, l'accettò senza timore, sentendo in sé giganteggiare la Fede che è il coraggio dei forti.

Ammessi poi ai divini misteri così parlò loro una Voce: "Sappiate che il movente primo della Natura, della politica e della società è il sesso, sappiate che il sogno dei mortali è di divenire immortali, di volere conoscere l'avvenire anche se ingnorano il presente e di volere essere spirituali anche se vivono nel brago di tutta la materialita'".

Il Conte de Saint-Germain dopo queste parole fece udire la sua voce: "chiamato sin dalla più tenera giovinezza a grandi cose cercai di conoscere qual'è la vera gloria: non feci fatica a rendermi conto che - la politica mi parve la scienza dell'inganno, - la guerra l'arte di uccidere, - la filosofia l'orgogliosa mania di sragionare, - la scienza i bei sogni sulla Natura e i continui errori di gente condotta in un Paese sconosciuto, - la teologia la conoscenza della miseria dove porta l'orgoglio umano, -  La Storia lo studio triste e monotono degli errori e delle perfidie. Da cio' in conclusione dedussi che : - L'uomo di Stato è uno scaltro mentitore - L'eroe un illustre matto - il filosofo un illustre bizzarro - Lo scienziato un cieco da compatire - Lo storico un venditore di parole. Quando intesi parlare del Dio di questo Tempio confidai in Lui le mie incertezze e le mie speranze.Egli si impadroni della mia anima e mi fece vedere tutto sotto un altro punto di vista. Io vivo non solo con quelli che esistono ma anche con quelli che sono esistiti.Trovo dolcissimo sapere senza apprendere nulla, disporre dei tesori della Terra senza doverli mendicare ai Re e comandare gli elementi piuttosto che gli uomini... Memoires authentique pour servir a l'histoire du Comte Cagliostro, A.Hamburg chez F.Fauché, 1786. Ma le prove iniziatiche di Cagliostro non finirono di certo con l'incontro del Conte Saint Germain anzi ora che la purezza delle sue intenzioni rispetto alla Grande Opera era stata accertata dai Maestri Invisibili era venuto il momento di entrare nella Sacra Cripta per essere investito del titolo di Imperatore della Rosa+Croce nel Gran Consiglio dei 12 R+C+ per guidare gli Illuminati Europei verso il Grande disegno rivoluzionario che si impegnava a vendicare le tristi sorti dell'Ordine del Tempio, a questa iniziazione erano presenti Spartacus alias Adam Weishaupt e Filone il dotto Fratello Knigge entrambi dell'Ordo Illuminatorum fondato nel 1776 da Adam Weishaupt, professore di diritto canonico all'Università di Ingolstadt in Baviera.

RICORDI DI CAGLIOTRO SULLA VICENDA (dagli interrogatori di Castel Sant'Angelo, 1791)  

"Io Gran Copto del Rito Egizio prima di entrare trionfalmente a Strasburgo all'età di 32 anni mi incontrai segretamente con due dei capi segreti dell'Ordine degli Illuminati a Francoforte. Mi condussero fuori città in una casa isolata in piena campagna, poi entrammo in una grotta artificiale e poi in un sotteraneo che scendeva nelle viscere della terra dove trovammo una piccola cripta all'estremità del sotterraneo. Fui fatto inginocchiare dinanzi a un altare, sull'altare vi era uno scrigno nero aperto dal quale fu tolto un manoscritto. Era il tremendo giuramento del Consiglio dei 12 R+C+ sul quale figurava il mio nome in cima alla lista. Il giuramento ai Grandi maestri del Tempio che Io fui invitato a ripetere si impegnava alla soppressione di tutti i despoti con la violenza e a vendicare i Martiri del Tempio. In seguito fu letta la lista dei dodici Maestri Invisibili, di cui come vi ho già detto, Io ero il primo. Dodici personaggi scelti oculatamente dai capi segreti degli Illuminati per la realizzazione del Grande Disegno Rivoluzionario. I dodici nomi erano scritti col sangue umano." Il piano di questa vasta congiura prevedeva un attacco alla Monarchia Francese ed in seguito ai vari Stati italiani per concludersi con la sconfitta del potere temporale della Chiesa di Roma e la presa di possesso da parte degli Illuminati di quell'immenso tesoro di conoscenza, rappresentato dai testi segreti nascosti nei meandri della biblioteca Vaticana ,testi che avrebbero potuto far affondare la nave di Pietro nata dalla menzogna e dal compromesso, questo e quanto venne detto dall'illustre Conte di Saint Germain in un suo discorso fatto ad alcuni Fratelli di alto livello nella gerarchia Illuminata durante la sua breve permanenza a Livorno nel 1770 dove si incontrò, tra l'altro, con un grande esponente della massoneria Russa di allora il favorito di Caterina II, il potente Alessio Orlof che, indicando Saint Germain al Margravio di Anspach, esclama: "Ecco un uomo che ha avuto una parte importante nella nostra rivoluzione", ossia nel colpo di Stato che permise di eliminare l'indesiderabile Pietro III.

Sul Conte di Saint Germain abbiamo queste parole del Vescovo Wedgewood apparse in un articolo tradotto dall'inglese e pubblicato nel 1926 nella Revue theosophique che ci dovrebbero far riflettere: Di tutte quelle esistenze (le esistenze fisiche attribuibili a Saint Germain) quali furono i casi d'incarnazione reale, nel senso completo della parola, dopo la sua prima infanzia? E quali furono dei casi di possesso totale di un corpo adulto? E quali dei casi di occupazione temporanea? E ancora quali altri d'occupazione temporanea di un corpo appartenente ad un altro Io?"   

Terminiamo questo IV Capitolo dedicato all'Imperator con un atto di devozione verso Dio l'Altissimo e il misericordioso, pieno di compassione verso noi poveri umani ed uno di ringraziamento verso l'Ordine del Tempio che spero, nonostante le difficoltà, mantenga i patti e gli accordi segreti originali che lo porteranno ad ottenere il Santo Graal se Inshallah si ricorderanno chi sono realmente e la smetteranno di giocare a fare i Templari di facciata, un fenomeno ridicolo e assurdo quello delle iniziazioni Templari spurie che non porta a niente di buono, anzi a disgrazie future, un gioco pericoloso cari Fratelli e Sorelle, per chi non iniziato ai veri misteri dell'Arte Reale voglia cosi provare il brivido dell'imprevisto e di colpo trovarsi con le tasche vuote e un bel mantello ma nulla di più da presentare al Creatore nel momento della nostra morte. La Croce Rossa sul mantello bianco e da sempre simbolo Sacro della Cristianità da non mettere in mano a degli scellerati perché il Grande e Sublime Maestro Gesù Cristo sta per tornare a trovarci e noi non ci dobbiamo far cogliere impreparati di fronte alla sua grande Rivelazione e alla sua presenza Sublime ma rispettosi e pronti a riprendere la nostra vera missione per conto del Dio unico, il Dio dei Cristiani, degli Ebrei, dei Musulmani, il Dio del padre terreno della V.'.M.'. ovvero Abramo che la trasmise alla sua famiglia che la preserva ancora oggi lontana da qualunque atto degenerante compiuta dall'eterno nemico Satana.  Giuramento Del Cavaliere Templare: Cavalieri, scudieri, servitori, che la pace del signore, promessa agli uomini di buona volontà, sia con noi. In questo luogo angusto e santo, in suo nome, noi vedremo pronunciare, da labbra pure e con umile fierezza, il Giuramento del Templare che i Poveri Cavalieri di Cristo fecero nel momento più sacro della vita Templare. Signore che spieghi i cieli come una tenda di luce, Signore che fai dei fulmini i messaggeri della tua maestà, davanti il tuo sacro altare, dove s'adempì la sublime immolazione, noi leviamo alta la spada della luce, per depositarla ai piedi dell'altare come testimonianza del nostro giuramento. Signore Dio delle armi, noi lo giuriamo per il Cristo, giammai contro il Cristo, per la difesa del vangelo, per la guardia dei pozzi, per la verità, per la giustizia. Contro gli oppressori, contro i mietitori di scandali ed i corruttori dell'innocenza, contro la menzogna liberata, contro i traditori delle fazioni e dei partiti: Noi lo giuriamo di impegnare la doppia spada: quella d'acciaio levigato e quella della parola splendente e fulminante. Giammai noi attaccheremo per primi. Giammai noi provocheremo per primi. Tre volte noi sopporteremo l'ingiuria. Tre volte noi ignoreremo il disprezzo e la menzogna. Ma quando la spada brillerà nel sole come un colpo di chiarore, tuonerà la parola. Allora poi non indietreggeremo di un solo passo, non taceremo che dopo il silenzio dell'avversario. Davanti ai ranghi angelicati, nostri compagni d'armi, noi lo giuriamo al Cristo, Re della gloria. Chiunque rinnegherà questo giuramento, sarà per noi e per gli angeli, rinnegato. Niente per noi, Signore niente per noi, ma per la sola gloria del Tuo nome.