Breve rapporto sull'incontro a Terni - Da: andrea c., 3 Feb 2008

Ringrazio tutti i presenti alla riunione del 2 Febbraio a Terni.
Eravamo una settantina di persone, tra i quali erano presenti rappresentanti del Meetup di Terni, Perugia, Palermo, Cosenza, Crotone, Milano, Firenze, Lucca, Pistoia, Napoli (probabilmente dimentico qualcuno) e altri esponenti di circuiti solidali sparsi per l'Italia.

Pierluigi ha iniziato esponendo la situazione economica mondiale. In particolare mostrando e spiegando dati e grafici che illustrano il costo delle materie prime fondamentali e il debito mondiale negli ultimi anni.
Ha subito fatto vedere come le società mondiali sono indebitate. Il debito ha un andamento esponenziale. Ovvero, se fino a pochi anni fa cresceva di poco, ora ha superato un punto tale che la crescita del debito è molto alta.

Ciò è dovuto alla logica perversa degli interessi sui prestiti, che costringono il debitore ad incrementare la ricchezza prodotta, quindi a richiedere più moneta dalle banche centrali per poter comprare i beni e servizi immessi sul mercato. Ma ad una ulteriore richiesta di denaro, si affiancano ulteriore debiti, che continuando con questo sistema, non si estingueranno mai, costringendo gli imprenditori a dover fallire e cedere le proprie ricchezze alle banche. Come sta avvenendo questi giorni
 Agli agricoltori sardi. siamo giunti ad un punto in cui si ha un CRASH DI SISTEMA: i costi del debito superano il livello di liquidità necessaria al commercio (costo dei debiti è maggiore della liquidità a cui fa riferimento il debito).

Poi ha mostrato come il prezzo del petrolio, materia su cui si regge tutta l'economia attuale, basata sulla produzione in paesi in via di sviluppo e sui trasporti, aumenti continuamente. Così come il prezzo dell'oro. E per chi pensa all'uso del nucleare come fonte di energia sostitutiva al petrolio, si deve ricredere, poiché anche il prezzo dell'uranio sta aumentando in modo vertiginoso nell'ultimo periodo.
Anche il prezzo della materia prima fondamentale per la sussistenza, il GRANO, dopo una flessione che non ha però comportato una diminuzione del prezzo dei derivati dalla farina, ora sta avendo un'impennata impressionante.
Il sistema economico mondiale sta collassando.

Come in ogni epoca, per rimettere a posto questi disastri, si farebbe una "bella" guerra che distrugge molte ricchezze prodotte e quindi si può cominciare a riprodurre da capo. Ci hanno provato con l'attentato alle Torri Gemelle per avere la scusa buona per attaccare l'Afganistan e l'Iraq e coinvolgere tutti gli stati in una nuova guerra mondiale. Ma non è bastato. Ora stanno cercando di far leva sull'Iran...
Oltre a tutto ciò, la nostra ricchezza è stata deturpata dalle multinazionali che hanno spostato la produzione in Paesi in via di sviluppo, sfruttando la manodopera locale, per poi introdurre i prodotti che "si facevano una volta" anche nel nostro Paese, provenienti da migliaia di km di distanza, con dubbia qualità. Portando via lavoro dal nostro territorio. Inoltre sono quasi tutte imprese estere e portano all'estero la ricchezza che produciamo in zona.

Viviamo immersi fra grandi centri di distribuzione, che hanno soppiantato le piccole realtà locali e le produzioni locali. Non stimolano più le conoscenze di persone con cui si convive e appiattiscono le relazioni sociali della comunità. Inoltre sono frequentate per la gran parte da persone immigrate che in questo modo non si integreranno mai con la realtà in cui vivono. Gli stessi immigrati che guadagnano soldi e producono ricchezza qui, ma che poi portano nei loro paesi d'origine, privando l'economia locale [NdT: del mezzo di scambio] della ricchezza prodotta.

Mostrata la drammatica situazione in cui viviamo è il momento di chiedersi quali siano le possibili soluzioni a questi problemi.

La soluzione che faccia restare la ricchezza nel luogo in cui è stata prodotta è il BUONO LOCALE DI SOLIDARIETA', che a Terni sarà chiamato Thyrus.

Con tale sistema di buoni, erogati dall'associazione locale ai propri soci, si fa in modo che la ricchezza rappresentata dagli SCEC possa circolare solo all'interno della zona in cui sono attivi gli SCEC. Questo vuol dire che si dà importanza ai commercianti locali, invece che alla grande distribuzione, alla produzione locale, invece che alle produzioni estere, alla raccolta differenziata porta a porta, invece che all'incenerimento dei rifiuti!
Si accorciano così anche le filiere di distribuzione, facendo diminuire così i costi al dettaglio.
In complemento ai buoni solidali locali, si possono anche formare dei Gruppi di Acquisto Solidale che favoriscano la distribuzione alle famiglie.
Si può anche creare un mercato in cui vendano solo gli esercenti aderenti all'associazione. I grossisti che non dovranno più effettuare i lunghi viaggi per trasportare merci, potranno organizzare un sistema di distribuzione locale.

C'è stato poi modo di chiarire alcuni aspetti, con una serie di domande rivolte dal pubblico. Un dibattito che ha coinvolto i presenti, a quanto pare entusiasti del progetto.

Ha avuto modo di intervenire anche il prof. Altieri, che ha evidenziato il problema delle agricolture intensive e il rischio di contaminazione da OGM. Per cui oltre a dover riportare la produzione di beni (soprattutto quelli alimentari) nel territorio locale, occorrerà puntare anche su una scelta di produzione biologica.

Concordando con ciò, il dott. Paoletti ha chiarito che è giusto incentivare il biologico (è più sano ed evita l'alienazione ai produttori di fertilizzanti chimici e di produttori di OGM), ma sarà una scelta che avverrà naturalmente con il tempo. Prima occorre puntare sull'economia locale e la produzione locale. In una fase successiva ci sarà la selezione verso i prodotti biologici.

Interessantissimo l'intervento di Gaetano La Legname sulla mailing list di arcipelago che ci permetterà di comunicare rapidamente con tutti gli iscritti e di farne un sistema utile per l'informazione alternativa e l'aggiornamento del progetto.
Inoltre ha spiegato il funzionamento della piattaforma arcipelagoscec.com che attraverso un programma satellitare e un semplice cellulare è in grado di evitare i viaggi di camion vuoti sulle autostrade e di incentivare trasporti efficienti (che accettano a loro volta una  % di SCEC).
Questo vuol dire maggiore circolazione di SCEC, minore inquinamento, risparmio per le aziende di trasporto e maggiore efficienza.

Infine Paolo Tintori ha concluso egregiamente spiegando il funzionamento e i vantaggi che possono dare alla comunità locale le filiere in rete (show room, produzione locale, ecc...).

Gli ultimi dubbi che rimangono riguardano la facciata locale e la facciata nazionale (se un'isola volesse la facciata locale è chiaro che i costi si innalzerebbero per la stampa, ma ad ogni isola la propria autonomia... poi alla fine si fa una spesa di gruppo per risparmiare qualcosina.
Inoltre dobbiamo ancora stabilire se usare carta di canapa o altra (l'importante è che sia comunque resistente).

Ad Aprile Umbria, Toscana partono in attesa degli ultimi ritardatari.

Ragazzi... dopo questa giornata avrei solo una cosa da dirvi... ALLA GRANDE! :D

Andrea