Le 7 grandi bugie del piccolo Tony Blair       
di Guglielmo Maria Lolli-Ghetti di Ferentino
da Rinascita del 24 luglio 2005

Ammesso, ma non concesso, che la pista islamica debba essere, per volere dei neocons repubblicani, l’unica e storicamente giusta via da perseguire evitando di scoprire altri filoni ben mimetizzati e pulsanti all’interno della trilaterale Usa-Uk-Israele, Tony Blair non può negare, come fa, il tragico rapporto causa-effetto che lega le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq e le reazioni legittime del mondo arabo (che è anche) musulmano: e questa è la prima bugia del premier britannico. Purtroppo, recita l’antico adagio latino: chi è causa del suo mal pianga se stesso, ma Downing street non ci vuole stare.
Il goffo tentativo di nascondere e ridimensionare l’entità ed il numero dei morti del 7 luglio scorso perché non si vuole ammettere che la strage abbia eguagliato quella dell’11 marzo 2004 di Madrid e perché i terroristi non si possono permettere di umiliare gli onnipotenti servizi segreti MI 5 e MI 6 della “Rule Britania” come hanno fatto con la “invincibile armada” spagnola: e questa è la seconda bugia di Tony Blair.
La gigantesca caccia all’uomo promossa dalla stampa inglese orientata sempre solamente su presunte spie musulmane presenti a Londra, è stata ridicolizzata dalla Tv Al-Jazeera sabato 9 luglio scorso che ha intervistato il ricercatissimo Mohamed Al Gerbuzi facente parte delle brigate Abu Afs Al Masri, che se fosse stato identificato, sarebbe stato come minimo cannibalizzato dai londinesi. Ma come rinunciare a sbattere il mostro in prima pagina per nascondere di brancolare nel più buio fumo di Londra? Come giustificare la propria albionica impotenza di fronte ad una opinione pubblica che si è risvegliata nel sangue dal sonno mediatico?
E così siamo arrivati alla terza bugia blairiana.
La stampa e la televisione italiana hanno fatto a gara nel tributare onore e gloria al duo Bush-Blair, nonostante l’opposizione dei sudditi e lo strombazzamento mediatico quotidiano sulla assoluta sicurezza e impossibilità che mai e poi mai quei zozzoni arabi avrebbero osato fare a loro quello che fanno al mondo intero (vedi pirateria del ‘600 - schiavismo del ‘700 - guerra dell’oppio contro i cinesi dell’800 - I e II guerra mondiale e bomba atomica sui civili giapponesi), per quell’attacco all’Iraq con il pretesto delle armi nascoste di Saddam Hussein; un’aggressione che sia Blair che Bush hanno sempre centrifugato all’esterno in nome della democrazia e della libertà. Il frutto di tutte le peggiori e dolorose contraddizioni di una società tiranneggiata e usurpata dalle corporazioni delle industrie della guerra. Non dimentichiamo che il corpo dei marines Usa e dell’ammiragliato britannico sono delle “limited” ossia società private. Ma se Berlusconi, dopo una strage analoga italiana, si fosse permesso di mostrare anche lui la sua “virile impotenza” come minimo sarebbe stato deriso a morte e soffocato da una montagna di merda.
E questa è la quarta bugia di Tony Blair; da sempre, fin dall’ottocentesco gold standard liberaldemocratico inglese prodotto dalla creazione della sterlina di carta, con la truffa del debito nazionale inventato da banchieri colonialisti delle compagnie delle Indie, Londra ha saldato i conti con i paesi poveri, scambiando oro con materie prime attraverso banconote di carta straccia e con la politica delle cannoniere e con la lager-politica dell’Heartland del massone Fabiano Halford John Mackinder.
Usa-Uk-Israele: un trio di Stati indebitati. Gli Usa sul crinale dell’irreversibile implosione economica, ogni inglese con un debito individuale superiore al 110% e un Israele che viaggia con una inflazione alle soglie del 500%. E tutto per mantenere questo standard consumista di vita e sostenere la propria superiorità bellica, in tutti gli scacchieri del mondo, avendo l’accortezza di controllare tutte le energie non rinnovabili ed impedire contemporanemante a tutti i popoli di attingere liberamente a quelli rinnovabili, la guerra secondo il ragionamento atlantico è la scorciatoia indispensabile.
Come fa dunque il primo ministro britannico a confessare ai suo concittadini che la guerra preventiva asimmetrica ed inflitta, teorizzata insieme ai cugini neocons Usa, è stata elaborata nelle università yankee con l’equazione del caos strutturato Z n+1 = Z2 n – c ?
Quindi non potendo e volendo autoaccusare se stesso, deve giocoforza prendersela con il terrorismo musulmano. La strage di Londra si rivela quel sacrificio di vite umane tanto orribile quanto funzionale a quella guerra pianificata dai signori delle armi e dai loro sponsor finanziari della City di Londra che hanno brindato al record del rialzo della borsa, ormai certi di aver rimosso una volta per tutte, ogni remora contraria al conflitto globale.
Questa dunque è la quinta bugia di Tony Blair & Co.
Ma non basta perché essendo arrivato al suo terzo mandato governativo Tony Blair, volando spinto dai venti di guerra, ormai può omologare se stesso, i poteri forti della più bassa e squallida finanza azionista dell’ammiragliato britannico Spa allo stato stesso ed al volere popolare, che ha sempre osteggiato l’invasione dell’Iraq e condannato le bugie sulle armi di Saddam Hussein, affermando in sostanza “L’etat c'est moi”, come Luigi XIV di Francia, mistificando ancora sulla verità del suo esile consenso elettorale.
E così abbiamo svelato la sua sesta bugia.
Il burattino Blair con G. W. Bush, procede ormai speditamente a recitare la sua parte sul teatrino insanguinato del III° millennio, su un copione scritto fin dagli anni dell’800 (vedi articolo “Imperial Temptation” pubblicato dalla rivista americana “Foreign Affairs”). Così si da’ concreto supporto pseudo culturale allo scontro di civiltà immaginato, ipotizzato e messo in esecuzione da Washington.
Ma di quale civiltà parlano, ma chi rappresentano gli accoliti che germinano sui governi della triplice Usa-UK-Israele? Al massimo rappresentano una decina di milioni di novelli paperon de’ paperoni – neocons – evangelici, battisti, etc.. contro 6 miliardi di cittadini del mondo!
Intanto il gregge belante della nostra stampa e televisione non trema, anzi: continua a masturbarsi, sognando una guerra apocalittica, che veda scannarsi 1,56 miliardi di cristiani-cattolici contro 1,5 miliardi di islamici.
Papa Benedetto XVI non ci è cascato minimamente; e neanche gli imam di tutto il mondo arabo.
Se si vuole veramente abbattere il terrorismo, l’unica strada responsabile e razionale è quella di ritirare gli eserciti della coalizione dall’Iraq ed abbattere il muro della vergogna dalla Palestina che ha sottratto agli arabi anche tutte le falde idriche potabili!
Tony Blair non può che continuare a recitare la sua parte fino in fondo come Bush, burattinato da un grande fratello, descritto da Orwell e che, guardate il caso, si chiamava Eric Arthur Blair (ironia della sorte) e questa è la settima mediatica globale bugia di questo piccolo ma proprio piccolo e rosso (di sangue?) Tony Blair.