IL GIORNO
DOMENICA
18 GIUGNO 1995
Inzerilli accusa Andreotti
"Buttò Gladio per coprire i veri
stragisti"
ROMA - (M.S.) "Giulio Andreotti decise di svelare e far saltare
la struttura legittima Gladio, che era una parte della rete di Stay
behind della Nato presente in tutti i Paesi europei dell'Alleanza,
per salvare l'Organizzazione X composta dai Nuclei difesa dello
Stato e dalla Rosa dei Venti che dipendevano direttamente dal
comandante dei servizi segreti ed erano in diretto contatto con
l'Ufficio Affari Riservati del ministero dell'Interno e con i
carabinieri della Divisione Pastrengo. La Gladio venne data in pasto
alla
magistratura e all'opinione pubblica nel 1990, per evitare che divenisse
pubblico quello che ora ha scoperto il giudice Salvini di
Milano".
A lanciare l'accusa, già avanzata sulle colonne del "Giorno" dal
comandante di Gladio nel capoluogo lombardo, è il generale Paolo
Inzerilli, per 12 anni responsabile della struttura segreta militare
sciolta cinque anni fa, che ieri ha presentato il suo libro "Gladio,
la verità negata". E' l'Organizzazione X - sottolinea il
generale -
non la rete di Stay Behind a essere sospettata di avere avuto un
ruolo di pilotaggio nello stragismo che per tre lustri ha insanguinato
l'Italia. "Ed è interessante notare - aggiunge - che molti dei
dirigenti di quelle strutture segrete statali o parastatali erano
iscritti alla Loggia P2, mentre non c'era neppure un uomo di Gladio.
E vi ricordo che quando nel '74 scoppiò il caso del golpe
Borghese
l'allora ministro della Difesa Andreotti ordinò al generale
Maletti, capo dell'Ufficio D del Sid, di sfrondare il materiale che
doveva essere consegnato ai magistrati inquirenti. Il giudice Salvini
ha trovato il biglietto autografo dell'uomo politico a casa del
generale. E così spariscono dalla documentazione i nomi di Gelli
e
dell'ammiraglio Torrisi che poi divenne Capo di Stato Maggiore
della Difesa".
L'attacco del generale Inzerilli ad Andreotti è diretto ed
esplicito.
L'accusa di fondo è sostanzialmente sempre la stessa: quella di
avere "inventato" il mostro Gladio per impedire che verità fosse
fatta su chi sta dietro allo stragismo. "Si è deviata
l'attenzione dei
magistrati - ha precisato Francesco Gironda, portavoce dell'Associazione
degli ex Gladiatori - per evitare che colpissero qualcosa
che tutti i gladiatori si augurano venga identificata e perseguita, in
particolare dai giudici di Roma cui ora per competenza sono affidate
le indagini sui Nuclei Difesa dello Stato. Il pensionamento
del generale Inzerilli trova secondo noi la sua ragiona non solo in
un'ulteriore volontà di demonizzazione della disciolta
organizzazione,
ma anche nella necessità di allontanarlo da un incarico che
gli avrebbe consentito la conoscenza di una realtà deviata
dentro e
fuori il Servizio segreto cui Gladio poteva servire da comoda
copertura, se non addirittura, come più probabile, da vera e
propria
diversione".
Dopo Giulio Andreotti, e per ragioni completamente opposte,
un altro degli avversari del gruppo dirigente di Gladio è il
giudice
Casson "per il suo maldestro tentativo - ha detto il generale - di
sostenere davanti a una Commissione parlamentare che la Gladio
era stata in qualche misura omologabile ai Nuclei Difesa Territoriale
dello Stato". Per l'ex comandante di Stay Behind "il giudice è
stato chiaramente smentito dalla sentenza di proscioglimento del
senatore Cossiga da parte del Tribunale dei Ministri che ha sancito
inappellabilmente la legirttimità dell'organizzazione. Non
potrebbe
essere più netta la divisione tra la legittima attività
della struttura
antiinvasione Gladio e i fenomeni eversivi attribuiti nell'indagine
del giudice Salvini ad altre strutture".