PAZIENZA: IL TITOLO METTIAMOLO DOPO
di Marco Saba, 21 luglio 2005
Qualcuno sta morendo, adesso.
Caro lettore, le prossime righe potrebbero cambiare drasticamente la
tua percezione della realtà: non leggerle! Sì, certo, lo
sappiamo tutti che, in Iraq, ogni giorno, è come essere a Londra
quando ci furono gli attentati: più o meno, lo stesso numero di
vittime. Ogni giorno. E sono solo le vittime che si vedono,
perché quelle dell'uranio impoverito possono anche morire dieci
anni dopo, se gli va bene. Non esiste una casistica precisa,
perché la morte da radiazioni avviene in modo stocastico,
imprevedibile. Le autorità, sì, quelle entità
fantasma di cui tutti abbiamo bisogno perché sentiamo la
necessitò di un tutore, di un padre, cercano di rassicurarci
dicendoci che non esiste una prova certa. E' ovvio che si tratta di un
inganno. Pensate alle assicurazioni: credete davvero che ci sia un
vantaggio a pagarle? Non esiste un pranzo gratis. I premi vengono
pagati dopo che vengono retribuite tutte le persone che lavorano nel
settore. Queste cose mi sono state descritte in modo efficace da un
agente del Mossad, che è morto di cancro dopo aver usato armi
all'uranio impoverito. Prima di morire, Alberto, che aveva
combattuto nella guerra dello Yom Kippur, nel 1973, dove aveva
sperimentato i proiettili radioattivi, mi disse chiaramente che
quello che volevo fare era impossibile. Volevo semplicemente dire la
verità. Alberto era prezioso perché confermava la tesi
dell'assassinio di Gardini, nonché di quello del tedesco general manager
della Fondiaria, Ludwig von Hackwitz, piombato giù dalla tromba
delle scale di Torre Velasca, a Milano, dopo aver espresso forti dubbi
sul bilancio della società fiorentina di assicurazioni, socia
della Banca d'Italia. A piazza Umanitaria, a Milano, i soldi si fanno
archiviando. Alberto mi disse che il mistero italiano di Stay-Behind
era molto chiaro: lui lo chiamava un mistero alla puttanesca. In
pratica, mentre un tale Francesco Gironda, principe del Canneto, si
diceva portavoce dei 622 gladiatori di Cossiga, il di lui fratello, G.
P. Gironda, nobiluomo di Bari, era il capo della cosiddetta Gladio
Rossa. Cioè: nella stessa famiglia troviamo i capi delle due
Gladio: quella di destra e quella di sinistra. Non è un fatto
nuovo: si sa bene che il cugino di Cossiga, Enrico Berlinguer, era
comunista. Qualcosa che si sa meno riguarda la "base" dei
gladiatori di Capo Martrargiu: la CIA ne finanziò la creazione,
ma i nostri politici pensarono bene di utilizzare quei soldi per farsi
delle belle ville a Stìntino, sempre in Sardegna. Alberto
è morto di cancro che aveva 50 anni, in uno degli ultimi
incontri mi disse: "Ma cosa vuoi che faccia di male l'uranio! Quando
ero dirigente alla ELSAG [Elettronica San Giorgio] mi sedevo sulle
chiglie delle navi che erano fatte di uranio! Eccomi qua bello fresco!
E se faceva così male, io che l'ho usato nella guerra dello Yom
Kippur, sarei ancora vivo?". Infatti, poco dopo morì. Nello
stesso periodo incontrai il principe Gironda Francesco, il quale mi
disse una serie di idiozie tra le quali spicca: " Ma caro Marco Saba,
si svilupperà una razza superiore resistente alle radiazioni!
Vedrai...". Dopo poco tempo, anche sua moglie morì di cancro, si
vede che non era diventata superiore. Per salvare questa gente, se ne
vale la pena, occorre almeno utilizzare le conoscenze della
radiobiologia militare, che è segreto di Stato. Venne deciso
così poiché sarebbe stato troppo imbarazzzante rivelare
gli effetti degli oltre 2.000 test nucleari effettuati sulla/contro la
nostra pelle. E' grazie ad internet che ho potuto sapere alcune cose
non dette. Grazie al fatto che ho conosciuto James, un ex direttore
della sicurezza di Oak Ridge, uno dei tre impianti dove arricchiscono
l'uranio negli USA. James è quello che si è inventato le
scie chimiche per cercare di rimediare alle tonnellate di emissioni
annuali "made in USA" di uranio esafluoruro nell'atmosfera, attraverso
una disciplina da noi pressoché sconosciuta
che si chiama
"bio-remediation". La soluzione? Poiché i radionucleidi sono
ionizzanti, occorre contrastarli tramite anti-ossidanti. Ad esempio: il
vino rosso ed il té verde contengono sostanze chiamate
flavonoidi che sono anti-ossidanti. La famosa "soluzione ai retinoidi"
del compianto Prof. Di Bella, aveva la medesima funzione:
antiossidante. Una ulteriore conferma si ha dal lavoro del doppio
premio Nobel Linus Pauling, quello che ebbe il coraggio di far firmare
una petizione da 11.000 scienziati, sia russi che americani, per porre
fine ai test nucleari che hanno avvelenato la nostra atmosfera. In
letteratura, possiamo trovare che l'alginato di sodio, ha un effetto
"scavenger", ovvero: tende a far sostituire gli isotopi
radioattivi presenti nell'organismo con i suoi omologhi, ad esempio lo
stronzio con il calcio. Queste cose, per gli addetti ai lavori, sono
note dagli anni '60. Per le innumerevoli ONG dedicate alla ricerca sul
cancro, sono misteri. Ma torniamo al Mossad, all'ISTITUTO di Tel Aviv.
I pochi che hanno detto qualche verità, in merito, sono in
galera: Vincenzo Vinciguerra e Francesco Pazienza. Altri sono morti -
di morte poco naturale. Altri, come me, sono stati oggetto di
feroci campagne giornalistiche orchestrate dal principe
Caracciolo-Mazzanti-Vien dal mare, del giro di Flavio Carboni: gruppo
Espresso-Repubblica. Pochi sanno che la recente acquisizione del gruppo
RCS è stata fatta per evitare l'uscita di un libro, scritto dal
collega Ferruccio Pinotti, dal titolo "Finanza Armata". Cosa c'era di
male in quel tomo? Una intervista al sottoscritto, cinque pagine. Dove
si denunciava a chiare lettere la truffa del signoraggio. Trovatevi il
signoraggio su internet, con un qualsiasi motore di ricerca. Gianni
Rodari diceva che non c'è compito più difficile del
liberare un popolo di schiavi che si crede già libero. Ma noi ci
proviamo lo stesso. Perché questo Paese, questa patria, non
è nata per esser schiava. Alziamo la voce! Basta con i
magistrati paraculi che mi dicono; "Caro Signor Saba, Lei non deve
rivolgersi a noi. Lei deve reistaurare la ghigliottina!". Un
procuratore, non a caso sostituto, mi disse a Milano: "Cosa vuole?
Siamo una piccola procura...". E se volessi potrei fare il nome di un
ispettore del ministero di Giustizia che, ogni volta che mi vede,
raddoppia la scorta. E per quale motivo? Forse perché dai miei
tabulati telefonici, grazie alle amicizie a Tel Aviv, si è
saputo che quello che ha obbligato il capitano Ultimo, ovvero il Sig.
De Caprio, a tenere disponibile per due settimane la residenza di
Totò Riina per poter recuperare certi documenti dalla
cassaforte, fu un certo senatore A.? Uno che proprio la schiena non la
potrà mai, anche volendo, tenere dritta? Ma c'è una
fresca novità: dopo che mi hanno dato dell'anti-giudaico, ho
contattato le varie comunità ebraiche della mia zona, Italia del
nord. Un amico, un ebreo rigorosamente ortodosso, si è
detto disposto a testimoniare in Tribunale sui crimini commessi dal
Mossad in Italia. Vuoi vedere che viene fuori un po' di verità
sulle stragi? Ma cosa vorrei chiedere in cambio: che sia fatta
giustizia. In questo momento non so nemmeno se Francesco Pazienza
è ancora vivo: sta facendo lo sciopero totale della fame dal 20
giugno 2005, compreso. Vorrei esprimere un desiderio: Francesco chiede
solo giustizia. Dategliela. Ed io brucierò le 200 lettere che ho
ricevuto da lui. Dimenticandomi quello che si deve dimenticare,
perché tanto, gobbo o meno, ormai non interessa più a
nessuno.