Sardegna anti-Nato
- Rinascita, 14 ottobre 2005
Continua la protesta dei pescatori dell'isola contro le esercitazioni
Impegnati 39 unità navali, 57 aerei e 8500 militari
In questi giorni i pescatori sardi stanno nuovamente protestando contro
le esercitazioni della NATO, inparticolare nella zona sud-occidentale
dell'Isola, presidiando le acque di Capo Teulada.
Stanno infatti tenendosi in Sardegna le più imponenti manovre
militari dell'Alleanza Atlantica dall'inizio dell'anno, con la
partecipazione di diversi paesi europei, tra i quali: Francia, Spagna,
Germania, Belgio, Grecia, Turchia, Olanda, Regno Unito, oltre
ovviamente agli immancabili stati Uniti.
Le esercitazioni dell'operazione "Destined Glory" riguardano in tutto 39
unità navali, 57 aerei e 8500 militari utilizzati per
l'elisbarco delle forze per le operazioni speciali (Sof), sotto lo
sguardo attento di ufficiali croati presenti in Sardegna
nell'àmbito di ispezioni ad installazioni belliche previste
dagli accordi OCSE.
La manifestazione di protesta, iniziata lo scorso venerdì 7
ottobre, è stata proclamata al fine di chiedere garanzie e
sicurezza per l'attività dei pescatori ma non ha provocato -
secondo i portavoce della NATO - disturbo alle esercitazioni, anche
perché svoltasi sotto gli occhi attenti delle motovedette della
Guardia costiera e dei Carabinieri.
I pescatori sardi chiedono inoltre l'estensione delle
specificità di disagio a tutte le marinerie che si affacciano
sul Golfo di Palmas e non solo a quelle di Teulada che hanno già
ottenuto i risarcimenti richiesti.
Presente anche il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, che
già da mesi ha ingaggiato un braccio di ferro con il governo
italiano sul tema della riduzione delle servitù militari e sul
contributo sproporzionato fornito dall'isola all'occupazione atlantista.
A questo proposito, il "Giornale di Sardegna" ha calcolato che lo Stato
italiano paga ogni anno il 37% del mantenimento delle basi e delle
truppe nordamericane nel nostro Paese, circa 326 i
milioni di dollari sborsati nel solo 2002, che pare siano contributi
aggiuntivi a quelli già versati per la partecipazione
all'Alleanza Atlantica. (NdT: il
popolo sovrano viene costretto a pagare, dagli alti traditori
a vita (a vista), le basi nucleari per mantenere il nostro paese
sotto lo
schiaffo della truffa del signoraggio orchestrata dai Rockefeller e
dagli altri privati proprietari della FED)
Peraltro, i pagamenti di denaro non finirebbero nemmeno in caso di
chiusura delle basi, ipotesi peregrina visto il recente rafforzamento
di quella alla Maddalena, in quanto secondo la clausola "Returned
Property-Residual Value", Roma e Washington si sarebbero impegnate in
caso di abbandono ad un risarcimento delle migliorie apportate dai
soldati statunitensi ai terreni utilizzati per le loro installazioni
militari... (Ndt: vedi i nuovi
giacimenti di uranio impoverito ed altre scorie radioattive...)
In ogni caso, l'iper sfruttamento delle basi dell'Isola, la Sardegna
"ospita" il 70% di tutte le attività militari che si svolgono in
Italia, ha provocato nei suoi abitanti un forte sentimento di
ostilità contro la NATO, radicalizzatosi dopo le numerose morti
per leucemia in quei paesi come Quirra vicini ai poligoni dell'Alleanza
Atlantica.
Stefano Vernole
Prostitutio
temporum:
"Chi baratta la propria libertà
per ottenere protezione, finisce per non ottenere né l'una
né l'altra"
- detto da un'anonima ex-prostituta minorenne, importata dai
"liberati" paesi dell'Est ed approdata a Roma