Segnalo a tutti uno spettacolo teatrale all'Orologio (Roma)
nel quale viene ripercorsa un po' la storia della gestione
delle scorie nucleari in Italia, mettendo anche in rilievo
le irresponsabilita' dell'ENEA. In scena fino all'8 maggio.
Saluti,
Franco Marenco
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"Storie di Scorie" Il pericolo nucleare italiano:
SCANZANO, SALUGGIA, CASACCIA di Roma, LATINA, ROTONDELLA
di e con Ulderico Pesce
"Storie di Scorie" vuole ricostruire prevalentemente l'avvento
dell'industria nucleare italiana, il pericolo che ancora oggi
rappresenta e il funzionamento tecnico di una centrale atomica. Il
testo racconta la storia del quarantenne Nicola, attraverso le
peripezie della sua vita scopriremo gravi incidenti avvenuti nel
settore nucleare italiano, indagini della magistratura e illeciti di
cui non si è mai parlato. Lo spettacolo di Pesce capita in un
momento storico in cui il governo italiano sta dando chiari segnali di
apertura al nucleare ed è di pochi giorni la notizia
dell'acquisto da parte dell'Enel di sei centrali nucleari in Slovacchia.
Le musiche dello spettacolo sono della tradizione contadina lucana e
sono eseguite da Pasquale Laino, Sara Modigliani, e da Sonia Maurer e
Antonella Iallorenzi.
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Lo spettacolo e le indagini giudiziarie
In Storie di Scorie, il pericolo nucleare italiano: SCANZANO, SALUGGIA,
CASACCIA di Roma, LATINA, ROTONDELLA, Ulderico Pesce, partendo dalla
lotta del popolo lucano contro il decreto 314 con cui il governo voleva
costruire a Scanzano Jonico il deposito unico di scorie nucleari
italiane, racconta la situazione di pericolosità in cui versano
oggi alcuni depositi nucleari italiani.
LA CASACCIA DI ROMA
L'attore-autore, con il suo stile disincantato e ironico, si sofferma
sul deposito nucleare situato a 25 chilometri da Roma, (la Casaccia),
località Osteria Nuova, che risulta essere il deposito con il
più consistente quantitativo di rifiuti nucleari esistente in
Italia: 6.270 metri cubi. Nello stesso Centro, per motivi di studio,
è ancora in funzione un reattore nucleare, il Triga, che entro
il 2008 dovrà sperimentare la "trasmutazione dei rifiuti
radioattivi", vale a dire dovrà tentare di bruciare il materiale
radioattivo. Sperimentazioni che andrebbero fatte, per motivi
precauzionali, lontano da centri abitati e corsi d'acqua. Nello stesso
tempo il deposito della Casaccia scarica i suoi rifiuti liquidi nel
torrente Arone che scorre in un'area densamente agricola, con una falda
vicina alla superficie, percorsa da acquedotti antichi e moderni
(Peschiera e Bracciano) che assicurano l'approvvigionamento a Roma. Il
direttore dell'APAT Roberto Mezzanotte ha affermato: "gli scarichi
vengono diluiti nell'acqua del torrente e causano una lieve
contaminazione del corso d'acqua". Ma va detto che spesso nel torrente
Arone scorre un filo d'acqua che non basta a diluire i rifiuti.
URANIO A ROMA
Nello spettacolo si parla ancora di Roma, dove la procura sta indagando
su dieci barre di uranio radioattivo partite dalla California per lo
Zaire ma poi dirottate in un quartiere della capitale dove sono state
nascoste. Una delle dieci fu ritrovata a Roma nel 1998, e furono
arrestate una decina di persone tra mafiosi catanesi e componenti della
banda della Magliana. Nel 2001 il Tribunale di Catania ha condannato a
pene miti questi criminali perchè il traffico di materiale
radioattivo è considerato reato minore. Secondo gli inquirenti
tali persone sono ancora in possesso delle nove barre rimanenti
sottratte allo Zaire e si sospetta che siano nascoste ancora a Roma.
Basterebbe comprimere una di queste barre di uranio in un materiale
esplodente come una bombola a gas per far diventare radioattivo tutto
il centro storico di Roma.
IL DEPOSITO DI SALUGGIA (VC) E QUELLO DI ROTONDELLA (MT)
Ulderico Pesce nello spettacolo racconta il pericolo relativo al
deposito nucleare di Saluggia (VC) dove, a pochi metri dalla Dora
Baltea, sono "conservate" 53 barre di uranio radioattive e circa 20
tonnellate di rifiuti liquidi ad alta radioattività, e la
tragica situazione in cui versa il deposito situato nella zona Trisaia
di Rotondella (MT), dove, oltre a 64 barre di uranio, ci sono 3
tonnellate di rifiuti liquidi. Lo stato italiano, già dal
lontano 1975, vista la difficoltà di tenere sotto controllo
rifiuti allo stato liquido che possono facilmente evaporare o cadere a
terra infiltrandosi nel suolo, diede ordine di solidificare ogni
liquido radioattivo presente sul territorio nazionale ma i fatti
dimostrano che quell'appello è rimasto lettera morta. In
più la magistratura ha dimostrato che in entrambi i depositi
nucleari sopracitati i rifiuti liquidi sono conservati in cisterne
"scadute" da venti anni, pertanto il loro livello di sicurezza è
finito, tanto che, nel deposito di Rotondella, il 14 aprile del 1994,
una delle due cisterne si è bucata e il liquido radioattivo
è fuoriuscito depositandosi nella sottostante cella in
calcestruzzo.
Il medesimo deposito è stato il centro di un'altra indagine
della magistratura che ha portato al sequestro di una tubatura
interrata a circa un metro di profondità, lunga 4 chilometri,
che parte dal deposito, attraversa molte aziende agricole e finisce nel
mar Jonio dove scarica rifiuti liquidi di lavorazione. Il sequestro
avvenne perché a marzo del 1993 la tubatura in questione
scaricò nel mare liquido radioattivo. La magistratura
ordinò di disseppellirla e che venisse rimossa dal mare
perché contaminata. Invece quel tubo è ancora lì.
(Sul sito internet: www.uldericopesce.com si raccolgono adesioni per
togliere dal mare il tubo contaminato e per mettere in sicurezza le
cisterne "scadute").
Il lavoro teatrale ricostruisce inoltre varie indagini giudiziarie e
denuncia metodi di lavoro spesso improvvisati da parte dell'Enea, che
fino ad agosto 2003 ha gestito i depositi nucleari presenti in Italia,
successivamente gestiti dalla Sogin.
TRAFFICO DI PLUTONIO
Tra le indagini giudiziarie narrate da Pesce spicca quella, ancora oggi
portata avanti dalla magistratura di Potenza, relativa ad un presunto
traffico di plutonio (utile per fabbricare bombe atomiche), prodotto in
Italia addirittura dopo il referendum del 1987 con il quale gli
italiani dissero no al nucleare.
Nello spettacolo si parla inoltre di un presunto traffico di materiale
nucleare tra l'Italia e l'Iraq avvenuto tra il 1975 e il 1978. A
seguito della crisi petrolifera degli anni '70 infatti, il governo
Italiano, sottoscrisse un accordo con il governo guidato dal dittatore
Saddam Hussein, che permetteva all'Italia di importare dall'Iraq
petrolio a costo ridotto in cambio della fornitura di materiale
nucleare. A seguito di detto accordo nel Centro Enea della Trisaia di
Rotondella arrivarono circa trenta ingegneri nucleari iracheni.
Lo spettacolo narra di...
Nicola, figlio di un contadino del Metapontino (MT) che, per "campare",
ha fatto di tutto. Ha lavorato come addetto alle pulizie nel deposito
nucleare della Trisaia di Rotondella (MT) dove negli anni '60
arrivarono 84 barre di uranio radioattivo provenienti dagli USA delle
quali, 64 sono ancora conservate nel deposito lucano, altre
riprocessate, altre ancora sono conservate nel deposito nucleare della
Casaccia, a 25 chilometri a nord-est di Roma, dove è ancora in
funzione un reattore nucleare, il Triga, che entro il 2008 dovrà
sperimentare la "trasmutazione dei rifiuti radioattivi", vale a dire
dovrà tentare di bruciare il materiale radioattivo.
Sperimentazioni che andrebbero fatte, per motivi precauzionali, lontano
da centri abitati e corsi d'acqua. Nicola, avendo scoperto illeciti da
parte dell'Enea è stato licenziato.
Successivamente è partito volontario per la Bosnia dove, senza
saperlo, ha respirato polvere di proiettile all'uranio e si è
ammalato. Tornato in Italia ha fatto domanda alle Poste Italiane ed
è stato assunto come postino a Saluggia (VC). La piccola casa
che ha preso in affitto è sulla Dora Baltea e la finestra si
affaccia proprio sul deposito nucleare del luogo.
A novembre del 2003 decide di tornare in Lucania per partecipare alla
protesta contro il decreto 314 emanato dal Governo, secondo il quale a
Scanzano Jonico, paese dove è nato e dove suo padre ha
un'azienda agricola, dovrà nascere il deposito unico di scorie
nucleari italiane.
Nicola si troverà al fianco della sua famiglia ad organizzare la
protesta contro il decreto 314 e comincerà ad informare la
popolazione sul pericolo del deposito nucleare della Trisaia di
Rotondella dove ha lavorato anni prima e nel contempo denuncerà
la situazione di alto rischio in cui vivono oggi i depositi nucleari di
Latina, della Casaccia di Roma, di Caorso ecc.
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Al Teatro dell'Orologio di Roma
SALA GRANDE- Dal 6 aprile all' 8
maggio 2005
Dal martedì al sabato alle ore 21.00
domenica alle ore 17.30
Via dei Filippini 17 Tel: 06.6875550
Prezzi biglietti: euro 12,00 - euro 8,00