From: DI PIETRO Antonio <adipietro@europarl.eu.int>
To: venturigian2005@libero.it
Sent: Tuesday, July 12, 2005 12:45 PM
Subject: RE: Moneta al Popolo


Bruxelles, 12 luglio 2005


Gentile sig. Venturi,

rispondo alla Sua mail dell'8 giugno scorso scusandomi per il grande ritardo. La ringraziando per avermi fatto pervenire le Sue accurate riflessioni su questi temi tanto importanti per la nostra economia e per la nostra società.

Purtroppo, non essendo un esperto di economia non posso risponderLe in modo approfondito ma Le assicuro che la Sua mail sarà oggetto di accurate riflessioni  e che valuterò con estrema attenzione le Sue considerazioni.

In merito poi alla Sua richiesta Le allego un mio articolo "a caldo" all'indomani del No di Francia e Olanda alla Costituzione UE.

 
Cordialmente,
                                                                                                                                       
Antonio Di Pietro
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LETTERA AI PARLAMENTARI

Onorevole parlamentare,

nella qualità di suo elettore desidero indirizzarle la seguente osservazione
(prendendo spunto dal NO alla Costituzione Europea appena espresso dai cugini
francesi) sulla quale le chiedo cortesemente di illustrare il suo pensiero.
Dal 15 agosto 1971, con l'annuncio che Nixon fece al mondo, il dollaro
perdeva la sua caratteristica di ultima moneta ancora convertibile in oro.
Da quel momento in poi tutte le banche centrali (possedute oggi come allora
da privati), hanno continuato formalmente ad emettere moneta stampandola a
puro costo tipografico e addebitandone il valore nominale agli Stati che gliene
facevano richiesta (vedasi anche "Signoraggio"). In aggiunta questi "prestiti"
sono gravati di interessi. Tale pratica costituisce l'orizzonte all'interno del
quale nasce il così detto Debito Pubblico il cui peso grava su tutti i cittadini
che sono impegnati dallo Stato a produrre e consegnare alla Banca Centrale la
ricchezza equivalente alla moneta creata dal nulla. Da sottolineare che, così
come è vero per la Costituzione Italiana, anche nella Costituzione Europea da
nessuna parte viene indicato chi è il proprietario della moneta al momento
della sua creazione, condizione questa che, indirettamente, sembrerebbe
legittimare i privilegi accampati dal sistema bancario privato. Pertanto le
chiedo: data la situazione su descritta (volutamente sintetizzata), non
ritiene opportuno denunciare in Parlamento questa "truffa" operata ai
danni del Popolo Sovrano e impegnarsi per il ripristino della proprietà
Statale della moneta (come già avvenuto in diversi momenti storici e ancora
oggi con le monete metalliche)? In attesa di un suo cortese riscontro alla
presente le segnalo con soddisfazione che nella società civile sta crescendo
la consapevolezza del pubblico su questi temi; mi riferisco a quelle
cittadine e cittadini che con crescente intensità attendono che la classe
dirigente di questo Paese si attivi concretamente per la cancellazione del
Debito Pubblico e l'emissione Statale della moneta. Con la presente non le
potrà più essere riconosciuto il "privilegio" dell'ignoranza in tema di
signoraggio privato sull'emissione monetaria e che, quindi, anche il suo
operato politico sarà valutato alla luce di questa conoscenza. Traccia di
questa comunicazione sarà presto resa disponibile al Popolo italiano tramite
un apposito sito internet di cui le comunicherò al più presto l'indirizzo.
Con l'augurio di ritrovarla presto tra quanti si stanno impegnando per
la Sovranità Monetaria del Popolo, invio distinti saluti.