Armi, banche e Michael Moore
Marco Saba
30 luglio 2006

Il 17 maggio 2002 venne presentato a Cannes, in anteprima mondiale, il documentario realizzato da Michael Moore "Bowling fore Columbine". In quell'occasione vinse il premio speciale per il 55° anniversario del festival del cinema di Cannes. Questo documento molto interessante è stato trasmesso dalla RAI-TRE nella notte fonda del 30 luglio 2006. Il film riguarda i fatti del liceo di Columbine, un liceo americano dove una mattina due studenti si presentarono armati fino ai denti e fecero una stragre tra studenti e professori. Il fatto avvenne in concomitanza con il più grave bombardamento effettuato nella guerra del Kosovo (una delle guerre create per assoggettare i Balcani alle politiche della banca centrale tedesca, la Bundesbank, poi confluita nella Banca centrale Europea). Il documentario inizia con il regista che si presenta in una banca per aprire un conto. Questa banca, a scopo promozionale, regalava un'arma a scelta per chi apriva un nuovo conto. Nel questionario che il cliente doveva rimepire, l'unica clausola escludente riguardava il fatto di avere precedenti per squilibri mentali. La scena finisce con il regista che esce dalla banca con un fucile in mano. Tutto il film si centra su un interessante interrogativo: come mai negli Stati Uniti ci sono più di 11mila vittime all'anno per colpi di armi da fuoco? Ad esempio, nel Canada, paese di cacciatori e con una percentuale di armi procapite simile a quella statunitense, ci furono nello stesso periodo solo due vittime. Tuttavia in Canada c'è tutta una serie di ammortizzatori sociali inimmaginabili negli USA: ad esempio, l'assistenza sanitaria per tutti come in Italia.  Il regista non accenna alla Svizzera, dove ogni maschio è tenuto ad effettuare una settimana di servizio militare ogni anno fino ai 40 anni e poi, in seguito, deve conservare l'arma in casa per tutta la vita. Nemmeno in Svizzera le percentuali di crimiini da arma da fuoco sono lontanamente paragonabili agli Stati Uniti (in Svizzera, il 45% della banca centrale appartiene ai singoli cantoni: come se da noi la Banca d'Italia appartenesse alle singole regioni). Perché gli americani sono così violenti? Risponde un'intervistato. Charlton Eston, dicendo che la storia degli Stati Uniti ha le mani bagnate di sangue. Inoltre Eston accenna la fatto che c'è una grande commistione di etnie negli USA. Comunque, modestamente, Charlton Eston invita il regista a continuare la sua ricerca per trovare il bandolo della matassa.

Il motivo per cui negli USA c'è una grande diffusione di armi sembra sia dovuto al secondo emendamento della costituzione che prevede che il cittadino abbia il diritto a possedere un'arma. In effetti, viene da pensare che sia una misura voluta per rovesciare il governo nel caso che questo diventi una tirannia (o meglio, che il popolo se ne accorga). In Italia un grande sforzo venne fatto dopo la seconda guerra mondiale per spingere i partigiani a restituire tutte le armi, dopodiché il possesso di un'arma da fuoco è rimasto strettamente vincolato ad una specifica autorizzazione emessa dalle forze dell'ordine: il porto d'armi. In pratica, si scoprisse mai che in Italia esiste una dittatura mascherata da democrazia dove il potere reale è nelle mani dei creatori di moneta dal nulla, il cittadino dovrebbe arrangiarsi col coltello del pane. E' vero che negli anni passati si scoprirono dei depositi segreti di armi chiamati NASCO, organizzati dai carabinieri e/o da Stay-Behind, ma siccome nessuno ha spiegato in cosa consiste il fatto che il popolo è sovrano (sovranità economica e monetaria, indipendenza dalla grande usura dei banchieri internazionali), questi sono stati praticamente inutilizzati.

In Italia vige da sempre il mito dei vari tentati golpe, molto probabilmente per nascondere il vero golpe morbido effettuato nel dopoguerra trasferendo al salotto buono il potere di decidere le politiche economico-monetarie del paese, sottraendole completamente al meccanismo democratico popolare. Esaminando i vari dossier che ritualmente vengono trovati in mano a servizi più o meno segreti operanti nel paese, troviamo invariabilmente le armi di ricatto per impedire alla nomenclatura ufficiale di rivoltarsi al potere forte del cartello bancario internazionale. In effetti, il modo corretto di parlare di un golpe che rovescia un altro golpe si chiama liberazione. E' un peccato che tanti alti magistrati non abbiano afferrato questo semplice concetto, probabilmente non erano preparati e non si erano accorti che i loro stipendi vengono pagati dalla "Tesoreria dello Stato" che è stata affidata da cento anni ad una società privata, senza alcuna gara d'appalto: la Banca d'Italia SpA, già società anonima.  Dal 1894 a oggi, la Banca d'Italia ha sempre svolto il servizio di tesoreria provinciale e proprio l'inazione del precedente governo ha automaticamente riaffidato questo servizio fino al 2030 alla solita combriccola.

Si dice che i servizi segreti siano stati inventati - o meglio reinventati - in chiave moderna dalla Banca d'Inghilterra. Ed in effetti verrebbe da chiedersi quanti funzionari dei servizi si nascondono tra gli ottomila dipendenti della Banca d'Italia che costano annualmente due miliardi di euro alla comunità (il numero dei dipendenti supera quelli della Banca Centrale Europea, nonostante la quasi totalità delle funzioni sia stata ceduta a quest'ultima). Ma se così è, se la privata Banca d'Italia può godere della vigilanza effettuata dai carabinieri, vuol dire che alti organi dello Stato sono direttamente complici degli abusi di questa organizzazione: falso in bilancio, riduzione in schiavitù, peculato, usura, etc. etc. Col nuovo governo le cose non sono affatto cambiate: al Ministero dell'Economia è andato un funzionario della Banca centrale Europea:

La Repubblica, 25 maggio 2006
Appello della Bce all'Italia: "Manovra bis da sette miliardi"
"Senza immediate misure, sarà declassamento da parte delle società di rating"
di MASSIMO GIANNINI
http://www.repubblica.it/2006/05/sezioni/economia/conti-pubblici-3/bce-sette-miliardi/bce-sette-miliardi.html

 mentre governatore di bankitalia è stato nominato un uomo della banca privata Goldman Sachs.:

Professor Mario Draghi Joins Goldman Sachs 
Monday, January 28, 2002
http://www.goldmansachs.com/our_firm/media_center/articles/press_release_2002_article_918590.html

L'archivio segreto della Banca d'Italia, il sistema con cui scheda tutti i cittadini che hanno rapporti con il cartello bancario, si chiama "centrale rischi". Per evitare di sottostare a certe limitazioni della schedatura, i database sono stati esportati in paradisi fiscali immuni alla legislazione comunitaria.

Ma il vero grande rischio che appare evidente, è che la cittadinanza si accorga del grande inganno perpetrato dal cartello bancario attraverso l'impossessamento del meccanismo di emissione della nuova moneta. Un rischio enorme, anche se in Italia ci sono molte meno armi da fuoco in mano ai cittadini privati, perché molte armi sono comunque in mano alla numerosissima forza pubblica. Una forza che potrebbe risvegliarsi, facendo i conti a fine mese, da un momento all'altro.