Il salvataggio bancario, un brutto scherzo goliardico
di Marco Saba, 16 febbraio 2009

Il cosiddetto salvataggio delle banche non può che essere definito altrimenti, alla luce del fatto che nel nostro sistema sono le banche a creare dal niente la moneta legale e creditizia, attraverso il meccanismo del "cinquantato credito" che deriva dal sistema della "riserva frazionaria" al 2%. Il valore di questa moneta bancaria pesca nel potere d'acquisto della collettività, un esproprio silenzioso paragonato, nei testi, al ladro che si introduce nottetempo per rubare nelle abitazioni dei cittadini ignari. Si tratta di un meccanismo criminale che viene usato per affermare e promuovere una élite degna figlia di quel sistema. Si assiste così alla negazione plausibile della causa criminale della crisi che, come quella del 1929, viene portata avanti attraverso la contrazione dello sfintere bancario del credito. A che serve? Con la mancanza di circolazione monetaria, si crea una deflazione artificiale dei prezzi, sinché il cittadino in bancarotta cederà i suoi beni reali a due palle un soldo. Tutto questo sperando che nel durante il cittadino non scopra la verità, e cioè che il 100% delle tasse, IRPEF e trattenute in busta, serve per ripagare un inutile debito pubblico prima acquistato - con lo sconto - in prima battuta dalle banche. Debito inutile perché l'élite sa bene che qualora la funzione monetaria e creditizia fosse esercitata direttamente dallo stato, ancorché seguendo i consigli quantitativi di sedicenti esperti annidati nelle banche centrali, tale debito non esisterebbe. Si tratta di emettere biglietti si stato a corso legale - come si faceva prima degli anni di piombo con le 500 lire - che non creano debito pubblico (ma neanche enormi profitti privati...). Ma la consapevolezza striscia attraverso internet e, inesorabilmente, un numero vieppiù grande di cittadini comincia ad interrogarsi. Non è che i governi democratici sono semplicemente degli specchietti per le allodole posti a nascondere il meccanismo monetario del finanziamento occulto dell'èlite dei cleptosauri? Non è che il debito pubblico nasconde un meccanismo in cui lo stato è diventato esattore per conto di una congrega di banchieri nati stanchi? Non è che il Trattato di Matrix (lo ribattezzo così), cedendo la sovranità monetaria ai banchieri privati che si nascondono dietro la BCE, abbia rappresentato un vero e proprio atto di alto tradimento (firmato da Cossiga, De Michelis e Carli e poi santificato in parlamento da Andreotti) ? Se le tasse servono per pagare il pizzo della rendita monetaria privata, non fanno bene i cittadini a ricorrere al nero ed ai paradisi fiscali? Durante il fascismo i partigiani venivano chiamati terroristi, come saranno chiamati gli evasori fiscali, i resistenti al pizzo del signoraggio, nella Terza Repubblica dove lo stato non dovrà più nascondersi dietro ai segreti (monetari) di stato? Ma soprattutto, come ci arriveremo a questa Terza Repubblica, con il sangue per le strade? Dobbiamo aspettare che la Polizia spari sui civili, sui disoccupati ed i poveracci, sull'ITALIANO IMPOVERITO, per vedere delle riforme sensate?

Modeste proposte per una transizione a bassa intensità

Al Forum Sociale Mondiale (WSF) svoltosi a Belèm in Brasile, in concomitanza col Forum di Davos, è stata adottata una moneta sociale denominata Amazonida. Il principio di copertura di questa valuta era già stato proposto da Giuseppe Mazzini ne I doveri dell'uomo del 1860: "Istituzione di magazzini o luoghi di deposito pubblici, dai quali, accertato il valore approssimativo delle merci consegnate, si rilascerebbe un documento o bono simile a un biglietto bancario, ammesso alla circolazione e allo sconto, tanto da render capace l'Associazione di poter continuare nei suoi lavori e di non essere strozzata dalla necessità d'una vendita immediata e a ogni patto". La logica è semplice: si immettono sul mercato sia le merci (ed i servizi) che il mezzo congruo per poterle transare, senza bisogno di acquisire ad usura questo mezzo monetario e quindi impedendo alle banche - il nuovo Kremlino sovietico della pianificazione economica dall'alto del "libero mercato" - di intromettersi coi loro diktat strampalati nel libero commercio tra i cittadini.
La proposta di adottare monete locali/complementari non attua - in queste condizioni - lo scopo più ampio della redistribuzione della ricchezza in senso lato, poiché si tratta di iniziative per forza di cose limitate dal punto di vista dell'impatto economico. Però svolgono una critica duplice funzione: primo, fanno riflettere i cittadini sulla reale funzione e natura della moneta. Secondo: permettono di abituare la cittadinanza all'uso di un nuovo mezzo che potrebbe rivelarsi cruciale nel caso - molto prevedibile - di un abbandono brusco ed immediato del sistema a corso forzoso. E' cioè uno strumento su cui - in caso di necesssità ed urgenza - poter reindirizzare la quantità di fiducia che la cittadinanza sta ritirando dal sistema economico-politico attuale. E' una proposta da considerare perché l'adozione su vasta scala avrebbe un costo assai limitato rispetto alle iniziative attualmente al vaglio dei G7. Stimo in circa due miliardi di euro il costo per una sua implementazione su scala europea nel giro di 6-12 mesi. La maggior spesa sarebbe nell'informare ed istruire la cittadinanza, quindi nei mezzi di comunicazione di massa. La soluzione è molto più sensata ed economica del ricorrere ad un indebitamento pari a 50.000 EURO per ogni cittadino europeo, per salvare un sistema corrotto e già condannato. Nell'ipotesi sensata (e quindi, temo, improbabile) che venga scelta questa strada, le autorità statali potrebbero attivare istituzioni gia esistenti per la gestione dell'emissione dei biglietti di stato a corso legale: Banca d'Italia (post rinazionalizzazione), Cassa DD PP, Tesoreria dello Stato, sportelli delle Poste, codice fiscale come identificativo univoco del conto di cittadinanza, sedi distaccate della Banca d'Italia per la supervisione delle monete regionali, etc. etc.
Questa strada va tentata perché di fronte ai venti di guerra civile che arrivano dagli Stati Uniti, nessuna precauzione va tralasciata. Sempre che non si voglia trasformare l'Europa in un enorme campo di concentramento economico, ma anche in questo caso non sarebbe da escludere la moneta locale, così come venne adottata nel campo di concentramento di Theresienstadt (vedi illustrazione). Ricevuto il messaggio?

Cartamoneta da 5 corone emessa nel campo di concentramento di Theresienstadt, maggio 1943
5 Kronen

Aggiornamento:
Japan Finance Chief May Consider No-Interest Bonds - By Keiko Ujikane and Matthew Benjamin, Bloomberg, Feb. 18, 2009
Operation DEMAGNETIZE: FIRST, under Shoichi Nakagawa the Liberal-Democrat Party proposes to issue sovereign state notes (debt-free currency as the old JFK 'United States Notes' and the old Italian 'Biglietti di stato a corso legale'); SECOND, Shoichi Nakagawa is dismissed as minister under 'appearing drunk at G7 in Rome'...; THIRD, the newly appointed minister Kaoru Yosano dismissed the LDP proposal for the government to print money as “a futile idea.” Can you connect the dots?
Appointed Finance Minister Kaoru Yosano, suggests considering additional economic measures [including Government currency and zero interest bond] - Asahi Shimbun,  February 17 2009 (ore locali 23:43)
Japan To Issue Government (versus Bank of Japan) Currency? - By: Darrel Whitten, dbFX, February 10, 2009